Twenty, il difficile è smettere

Lo sai che sulla tua produttività, ci puoi fare una croce sopra? Certo, se stai leggendo queste righe, probabilmente non eri proprio concentratissimo su un compito cruciale. Ma se volevi semplicemente distrarti prima di rimetterti al lavoro, sappi che i tuoi piani stanno per essere sconvolti: se proprio ci tieni a quello che volevi fare, vattene ora, prima che sia troppo tardi!

Sei ancora lì? Allora, mi spiace per te, temo proprio tu sia spacciato. Sia chiaro, non che io c’entri poi tanto: il colpevole sei tu, in fin dei conti, tu e l’autore di Twenty, Stephen French.

Twenty è un gioco semplice, affine nei principi ad altri già diventati famosi: hai delle tessere con dei numeri che puoi muovere; sovrapponendo due numeri uguali, la tessera si trasforma nel numero successivo (e quindi 1+1=2, e così via); a forza di somme, il tuo obiettivo è arrivare a 20.

Facile? Non come potrebbe sembrare: regolamente, una nuova riga di numeri emerge dal basso, alcune tessere si legano tra loro; fare sforare la tua tessera al di fuori del campo, e quindi perdere, è più facile di quanto potrebbe sembrare.

Cos’è davvero difficile? Non perdere d’occhio l’orologio: una partita può durare facilmente dieci minuti, e la voglia di fare meglio rischia di farti ricominciare senza posa. Tanto più che una volta raggiunto 20, il tuo obbiettivo diventa avere 20×2, e poi x3…

Twenty 20xπ

Cosa dicevamo, della tua produttività?

Twenty: http://twenty.frenchguys.net/

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