Solo se un libro è libero allora un libro è un libro

Libro: è tuo e ci fai ciò che vuoi; ebook: ci fai ciò che vuole l'editore

È in corso in questi giorni una intensa campagna di comunicazione, commissionata dagli editori italiani, per ottenere l’allineamento dell’aliquota IVA dei libri numeriali su quella dei libri cartacei: questi ultimi sono soggetti ad un’imposizione al 4%, mentre sui primi il consumatore paga il 22% per quest’imposta. L’argomento propugnato è che un libro è un libro, e non va fatta discriminazione tra i supporti.

Ridateci i nostri diritti

Purtroppo, come ha ben scritto Giulio Mozzi, la campagna si basa su degli errori, o delle menzogne, direbbe qualcuno di più severo.

Gli editori che scelgono di vendere i loro titoli in formato numeriale includendovi i programmi spia noti come DRM non vendono un libro, ma una licenza d’uso di un contenuto.

I meccanismi di restrizione che troppi editori scelgono di integrare nei libri ti impediscono di leggere il libro sul supporto che preferisci; di stamparne delle parti; di prestarlo; sorvegliano la tua lettura e forniscono i dati a terzi.

È vero: non bisogna fare discriminazione tra i supporti, ed è per questo che mi accodo a Giulio Mozzi, Stefano Quintarelli e Nicola D’Agostino nel dire che è dovere degli editori abbandonare i meccanismi di restrizione e ridarci i nostri diritti: via i DRM dai libri.

Solo se un libro è libero allora un libro è un libro.

7 Commenti

  1. Pingback: Una campagna da appoggiare | Zibaldone

  2. Le differenze evidenziate tra libro di carta e libro immateriale, sono sostanziali e per qualcuno possono anche fare le differenza – ed è comunque bene che siano note. Tuttavia, l’Iva è una tassa sui beni venduti articolata in aliquote secondo il tipo di bene, con aliquote più basse per i beni ritenuti necessari o da promuovere. In quest’ottica, un libro rimane sempre un libro perché contribuisce – sperabilmente – alla diffusione della cultura o dell’informazione.
    I DRM sono preoccupanti limitazioni della libertà, è vero, ma si tratta di un’altra battaglia.
    Personalmente leggo solo su carta. Ma anche questa è un’altra storia, invero poco interessante.

    • Grazie per il tuo commento, Alex, mi è stato un utile spunto di riflessione. Per quando abbiamo punti di vista simili, non coincidono totalmente. I DRM sono una battaglia imprescindibile, e sono il prerequisito perché la riduzione dell’aliquota IVA sia accettabile, dal momento che incidono in una maniera maniera impossibile da ignorare sul potenziale culturale del libro.

      Non è per niente poco interessante la questione di come si passa al nuovo supporto o meno, ma sempre incompleta (un individuo è un campione minimo) e per la quale manchiamo di prospettiva, ancora. Come mai tu leggi solo su carta?

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