Piccole scelte, grandi conseguenze

Ieri ho spiegato perché sconsiglio Telegram: si presenta come uno strumento di comunicazione sicuro, cifrato, codice aperto, ma che tutto questo sia vero non è per nulla sicuro, anzi, e questa ambiguità potrebbe nascondere delle intenzioni non oneste.

Interessato da quello che avevo segnalato, Domenico Galimberti mi ha chiesto se conoscessi qualche alternativa che facesse al caso suo, dato che apprezzava alcune funzioni di Telegram e no, non sembra ci sia. Dopo un pomeriggio di scambi in merito, Domenico è arrivato alla conclusione che probabilmente continuerà ad usare Telegram. Giusto o sbagliato? Per me, confesso, non è facile rispondere: entrambe, direi.

Puntualizziamo innanzi tutto che lo scopo del mio appunto di ieri era informativo: informazioni così importanti devono essere a disposizione. Informato, ciascuno poi sceglie liberamente. Tuttavia in questo caso entrano in gioco degli elementi che non siamo abituati a tenere in considerazione. Dovendo scegliere uno strumento per sé, normalmente ciascuno valuta costi e benefici in maniera egoistica: quali sono le mie aspettative, come vengono soddisfatte, e cosa mi viene richiesto?

La riflessione deve tuttavia prendere in considerazione anche altri elementi, quando, come in questo caso, non coinvolge solo noi stessi. Non si tratta infatti semplicemente di adottare o meno un’applicazione, ma di entrare in una rete: quella che formano gli utenti dell’applicazione. Entrando in questa rete, io guadagno la possibilità di interagire con gli altri membri, ma, al tempo stesso, faccio guadagnare qualcosa alla rete: un nodo in più, me. Anche se magari non formalizzando la questione, oramai siamo tutti familiari con l’importanza di reti vaste: di fronte ad un nuovo social network, ad una nuova applicazione per comunicare, di fronte a nuove reti, una delle prime domande o critiche che si pongono è relativa alla loro estensione.

Possiamo segnalare che su Google+ non c’è nessuno, o che TextSecure ha 10 milioni di utenti: in entrambi i casi stiamo evocando, più o meno direttamente la legge di Meltcafe, che definisce l’utilità di una rete come funzione del quadrato dei suoi membri. Basta, scusa: niente più matematica, lo prometto! Quello che volevo dire l’ho già detto: l’utilità di una rete è direttamente proporzionale al numero dei ehm, sì, scusa, hai ragione, avevo promesso… l’utilità di una rete aumenta all’aumentare dei suoi membri. Chiaro e semplice, vero? Quindi nel momento in cui io entro a far parte di una rete, ne aumento l’utilità: diventa più conveniente, guadagna forza di attrazione.

Ritorniamo ora al punto di partenza: un’applicazione che dice di permettere comunicazione sicura, ma mente. Non è un’ipotesi tanto inverosimile, anzi: hai presente Skype? Tanti credono che sia sicuro, e non è vero. È così che molti sono stati torturati, è così che molti sono stati uccisi: quando la comunicazione non è sicura, donne ed uomini sono in pericolo.
Io no, non direttamente, forse, e magari neppure tu. Ma nel momento in cui accettiamo di usare Telegram, Skype e tanti (troppi) altri, entriamo a far parte di una rete, che grazie a noi cresce e diventa più forte, nella quale delle vite umane vengono per sempre intrappolate. Non è facile rispondere: cosa vince, la tua comodità, le tue grandi e piccole necessità di ogni giorno o la vita di una persona che non conosci e mai conoscerai?

5 Commenti

  1. L’aternativa c’è l’hai; perché non crei tu un programma tipo Skype che sia sicuro ? Saremo tutti lieti di darti i nostri soldi. Davvero !

    Una volta ricco sfondato potresti creare un OS sicuro e diventare più ricco di Paperone.

    Nell’attesa io continuo ad usare Skype, naturalmente a mio rischio e pericolo.

    Ciao.

    • Se fossi capace di altro che di chiacchere inutili, lo farei!
      Però un programma tipo Skype ma sicuro (e tante altre cose buone) c’è, è Jitsi, che tu hai provato ma non ti è piaciuto (come mai, tra l’altro?).

      • Sinceramente non ricordo di averlo mai visto tantomeno testato – ho 55 anni e comincio a perdere qualche rotella -, comunque sono andato a dare una sbirciatina al sito di Jitsi e non sembra male.
        Appena ho un attimo chiedo a un cliente volenteroso se vuole fare un test e poi ti farò sapere cosa ne penso in condizioni di lavoro reali.

        Questo è un buon esempio di come da una discussione aperta salta fuori una probabile alternativa percorribile per chi legge, questa è informazione !
        Ti sono molto grato.

        Ciao.

Lascia un commento

I campi richiesti sono evidenziati con *.