Pubblicate su internet delle foto intime: le tue

Per settimane, mesi, forse anni, diverse persone accumulano immagini intime e riservate di diverse persone, il tutto grazie a gravi falle di sicurezza. Momenti creduti privati sono custoditi sui dischi fissi di chissà quante persone ed un giorno, magari, vengono pubblicate sul web.

Per alcune immagini ed alcune persone quel giorno è stato ieri. Per te forse sarà tra qualche settimana o qualche mese. Perché se anche chi ha ottenuto le immagini pubblicate ieri forse non si interessa a te, la questione ti riguarda, e, come sempre da più di un anno a questa parte, è grazie alle rivelazioni di Edward Snowden che possiamo affrontarla.

Spioni e guardoni

Sul tuo telefono hai forse una fotografia che consideri come privata e che non vorresti mostrare che a poche e ben selezionate persone. Il tuo telefono, forse senza la tua piena consapevolezza o proprio a tua insaputa, salva delle copie di sicurezza dei tuoi dati (inclusa la fotografia privata) su dei computer. Avere accesso a quei computer significa avere accesso a tutti i dati sul tuo telefono.

Ma chi ha accesso a quei computer? Innanzi tutto chi li possiede: verosimilmente Apple, se hai un apparecchio di Apple, facilmente Google per chi usa Android. Malintenzionati come, forse, quelli del caso scoppiato ieri. E poi tutti coloro ai quali il proprietario del computer concede l’accesso.

Tra questi di certo la NSA: tutto iCloud, tutto Google, tutto Microsoft, tutto Facebook sono solo una piccola parte di quello cui accede la NSA. E la tua fotografia non è più privata. Perché, come ha spiegato Edward Snowden, capita costantemente che uno degli spioni dell’agenzia caschi su dei contenuti salaci e che li condivida con altri.

Ecco un semplice esempio che può essere parlante per tutti è questo. Ci sono dei giovani ragazzi, dai 18 ai 22 anni, che sono stati improvvisamente messi in una posizione di enorme responsabilità ed ora hanno accesso a tutti i tuoi documenti personali.
Durante il loro lavoro quotidiano capitano su qualcosa di assolutamente non collegato al loro lavoro, in ogni possibile accezione. Per esempio una fotografia intima di nudo, di qualcuno in una situazione sessualmente esplicita o in una situazione compromettente, ma magari qualcuno di molto attraente.
Cosa fanno allora? Girano la loro sedia e mostrano il tutto al loro collega. E il collega dice “Oh, fantastico, mandala a Tizio” e poi Tizio la manda a Caio e Caio a Pinco Pallino. Ed è così che l’intera vita di questa persona, in più o meno poco tempo, è stata vista da tutte queste altre persone.

Edward Snowden intervistato da The Guardian

Ma sappi che no, non si tratta solo delle fotografie: hai mai usato una webcam per comunicare con qualcuno? Allora sappi che la NSA ha le immagini di milioni di queste conversazioni. Abbiamo documenti che ci permettono di sapere che tra il 2008 ed il 2010 tutte le conversazioni effettuate tramite il servizio di Yahoo, Yahoo Webcam sono state spiate: ogni cinque secondi veniva registrata un’immagine (moltissime di nudi).

Ma forse tu non hai mai usato Yahoo Webcam e manco sapevi che esistesse. E Skype? Sai che tutte le comunicazioni sulla rete di Skype passano da dei server centrali? E che tutto Skype consente alla NSA di leggere i suoi (tuoi) dati? Certo, non abbiamo documenti che ci informano della registrazione delle chiamate, o forse non ancora, però…

Ma forse tu non usi neppure Skype. Però probabilmente hai una webcam sul tuo computer se non sul tuo telefono (che magari ne ha pure due). Ebbene sappi che quelle webcam forse ti stanno registrando. Non sei tu a decidere quando funziona, non sei tu a decidere quando registra.

Allora, sei ancora indifferente allo spionaggio della NSA?
Sei d’accordo perché queste informazioni su di te vengano raccolte? O forse qualcosa deve cambiare?


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4 Commenti

  1. qualunque telecomunicazione viene analizzata; in america, per via della “sicurezza nazionale”, delle persone stanno li a farsi i fatti tuoi.
    è lo stesso discorso delle scansioni prima di salire in un aereo americano, servono? risolvono il problema?
    la non morte di qualcuno giustifica la violazione della privacy di tutti? quanti devono morire ancora perchè ci rassegnamo a non essere “spensierati”?
    la libertà è nel fare quello che si vuole senza dare fastidio, anche farsi foto sporcaccione, l’intelligenza sta nel come farle e come immagazzinarle.
    comunque fin che beccano i pedofili a scambiarsi le figurine tutto il discorso delle intercettazioni regge.

    • Bene allora il discorso non regge: non beccano i pedofili, con questo sistema.
      Ed ovviamente tu che fornisci nome ed indirizzo farlocchi sei proprio contro l’esposizione di dati, quindi due volte contro il sistema di sorveglianza denunciato: bravo!

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