Rompere il silenzio: come e perché

So che Nicola è un amico, e che è come amico che mi ha segnalato la sua incomprensione al mio ultimo intervento, in un commento. La sua incomprensione è in una certa misura la mia e forse quella di tanti altri: che dire, come reagire di fronte alle notizie dei nostri diritti e della nostra libertà aggredita e messa in pericolo dalla sorveglianza militare della rete?

Per quel che mi riguarda la domanda è aperta: chi ha dubbi, pareri, voci ed interrogativi sono tutti benvenuti.

Per ora la mia risposta, a minima, è questa.

  1. Rompere il silenzio. Parlarne.
  2. Prendere posizione. Ti interessa, ti preoccupa? Dillo, anche se non sai dire nient’altro che questo.
  3. Riconoscere le priorità.

Parlo di priorità perché, pesando attentamente le parole, credo che ciò di cui stiamo trattiamo coinvolga il presente delle nostre società, il loro funzionamento, la loro capacità di organizzazione, il loro funzionamento, e su un orizzonte un po’ più lungo la sorte dell’umanità intera.

E so che la prospettiva è quasi paralizzante: nessuno può portarne da solo il peso sulle spalle, nessuno può far fronte alle fondate paure che ne nascono. Ecco perché rompere il silenzio: per condividere il tutto, per condividere lo sforzo e la strada da percorrere.

Semplicemente rompere il silenzio: non per diventare ossessionati da questi temi, non per bere mangiare e respirare le preoccupazioni sulla sorveglianza. Rompere il silenzio per aprire gli occhi e riconoscere che alcune cose sono fuffa.

Ecco: lasciamo stare la fuffa, il ciarpame. Ignoriamolo. No, non dico tutto, ma almeno un pochettino.
Tevac, ad esempio, che nasce come punto di aggregazione per gli utenti Apple. Da più di un anno ha (di fatto) ignorato questi temi: ora cambia atteggiamento. E così possono fare altri: si può aprire mezzo occhio su queste notizie, no? Si possono lasciare stare un paio di aggiornamenti di versioni beta di sistemi operativi ancora non rilasciati? Si può evitare di fare costanemente da addetti stampa a costo zero per segnalare i prezzi di società che spiano e limitano i loro utenti? Si può tralasciare per un attimo di fare da tifoseria a delle multinazionali come se la felicità della tua vita e dei tuoi figli fosse in mano loro? Un giorno di pausa per le masturbazioni mentali di cosa uscirà nei negozi domani?

C’è qualcuno che ci ha semplificato il lavoro: ha sacrificato la sua intera vita.

Il mio nome è Edward Snowden. Lavoravo per il governo, ed ora invece lavoro per le persone.

Edward Snowden intervistato da Wired


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15 Commenti

  1. Dopo aver trascorso quasi 50 anni interessandomi di politica, fra le altre cose, ho maturato la convinzione che in genere noi occidentali che viviamo in regimi “pseudo” democratici sovrastimiamo costantemente i nostri diritti e sottostiamo i nostri doveri. C’è chi lo fa in modo aggressivo e trasgredisce, poco o tanto, in continuazione per un proprio tornaconto non necessariamente sempre economico. C’è chi nel disinteressarsi dei fatti sociali cerca di ritagliarsi un’area di relativa tranquillità e quieto vivere. Di mezzo una massa indistinta dai comportamenti ondivaghi. Purtroppo tutti s’illudono, sostanzialmente, e solo una devvero esigua minoranza di esseri umani ha concretamente nelle sue mani le leve del controllo su questo pianeta e sull’umanità.

    Nonostante i progressi tecnologici la maggior parte degli esseri umani ancora crede nelle illusioni e nelle spiegazioni che in qualche millennio i furbi hanno messo a punto per competere e sopraffare i forti. Ora quel che può significare la “libertà in e della rete” dovrebbe essere abbastanza ridimensionato dopo che ad essa si è inneggiato come agente determinante di una rivoluzione araba, in senso lato, che invece non è stata altro che l’ennesimo tentativo di eterodirigere alcune nazioni cruciali per i rapporti geopolitici. Insomma, secondo me è pura illusione che la rete sia sede di una libertà maggiore o diversa da quella che è comunque consentita da chi ha sottomano l’interruttore di quella come di qualsiasi altra cosa.

    La rete è un mezzo di comunicazione più potente dei precedenti, ma il suo rapporto costi/benefici, per il suddetto sparuto numero di “potenti davvero”, è costantemente tenuto sotto osservazione e non credo che esista affatto il modo di farne un uso diverso da quel che si ritiene ammissibile secondo interessi precisi. Non vorrei continuare oltre, mi rendo conto che quasi parodio Quinto Potere, però mi sembra puerile che ci si illuda che sia utile urlare dalla finestra “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!” che mi pare l’equivalente del sostenere Snowden ora.
    Inoltre più ci rifletto, lo faccio parecchio, e più sono interessato al fatto che l’integralismo islamico o le mire espansioniste degli epigoni dei Soviet vengano tenuti sotto controllo e non possano debordare oltre quel che già fanno. Questo significa essere in guerra ed usare metodi consoni a quella situazione … volenti o nolenti.

    Mi farebbe piacere che anche l’espansionismo economico della Cina venisse tenuto sotto controllo, ma evidentemente quei potenti vorrebbero che il mondo intero si cinesizzasse. Ecco, a questa prospettiva non sembra esserci rimedio, ma non credo proprio che la rete possa essere utile in questo senso. Anzi! Se c’è qualcosa su cui marciano le aziende di Pechino (che macinano numeri sempre più imponenti di vendite e percentuali di market share, ma non di utili) è proprio la rete tanto che ne sono sempre più all’interno della gestione, sicuramente tecnica, piuttosto che semplici utilizzatori.
    Sono un quinto dell’umanità ed usando il piatto criterio democratico potrebbero esserne alla guida vista la frammentazione degli altri popoli o etnie. Per come si autogovernano, si fa per dire, la cosa mi spaventa ed a questo punto sarebbe benvenuta qualsiasi ingerenza che effettivamente mi evitasse di finire suddito a quei livelli, per quanto suddito sono convinto d’esserlo ugualmente e senza alternativa.

    • Ti ringrazio, Tsem, per questo tuo lungo commento che hai voluto condividere con noi.
      Una parte non mi trova d’accordo.
      1. Internet cambia le cose. Indubitabilmente. In maniera diversa da come ne parlano tanti, forse, ma cambia. Radicalmente e per sempre.
      2. Sostenere Snowden è ben diverso dal lanciarsi in quei proclami (citazione colta, a me il film non è piaciuto per nulla).
      Ne parlerò, vedremo se sarò in grado di suggerirti degli elementi per fare evolvere il tuo punto di vista!

      Ah, in che senso la Cina sarebbe sempre più addentro alla gestione della rete? A me non risulta proprio per niente. Hai elementi?

      • 1. Internet cambia e cambierà le cose, indubitabilmente, ma come per la stampa di Gutemberg ecc. se sarà in meglio o in peggio dipenderà dalle persone e comunque da quel che permetterà chi ha le leve del comando. Per esperienza non ho molta fiducia nell’autogoverno di una massa anarcoide mentre per quanto riguarda le leve, gli interruttori in questo caso, di sicuro sono pochi, forse pochissimi, e la rimozione totale di poche strutture e nodi manderebbe all’aria in pochi secondi qualsiasi capacità comunicativa in tempo reale anche di gruppi importanti di esseri umani, nazioni intere e persino continenti. Ovviamente chi controlla i satelliti e le dorsali transoceaniche sappiamo benissimo chi è.

        2. Snowden non ha fatto altro che portare alcune prove tangibili di quel che qualunque scettico “dietologo” suppone ed addirittura sa per certo del passato. Quanto sia importante e determinante averlo fatto non saprei, a me non ha cambiato di una virgola la visione del mondo e del potere.

        Il film Quinto Potere è del 1976, lo vidi nei primo mesi dell’anno dopo ed avevo 25 anni. Una cosa è stata vederlo allora e tutt’altra potrebbe essere averlo visto a lustri di distanza. Inoltre allora in Italia non esistevano le TV private ed anche le radio erano ai loro primi esperimenti. Fondamentalmente il film era una feroce satira sui network statunitensi e molto meno politico di quel che forse se ne immagina.

        In quell’anno in Italia la cosiddetta “autonomia operaia” cominciava seriamente a supportare le Brigate Rosse mentre Prima Linea ed altre organizzazioni erano in gestazione. Fino a quel momento il grosso delle azioni violente erano stato esclusivo appannaggio della destra. In Germania la banda Baader Meinhof aveva già compito la sua parabola e Ulrike Meinhof morì misteriosamente in cella proprio pochi mesi prima, non senza colpi di coda con conseguenze gravi. Negli USA i Black Power ed altre organizzazioni erano già oltre il culmine della loro diffusione e del loro attivismo che si sgretolava nel solito settarismo e protagonismo individuale di piccoli leader o aspiranti tali. Quindi una relativa presa in giro di quegli “utili idioti” del caso era plausibile nella società statunitense dell’epoca e secondo me fu azzeccata la stigmatizzazione di quell’aspetto in quei termini.

        • Mi raccomando, Tsem, non cadere nella trappola che aspetta chi si informa e riflette. Perché sapere e credere di sapere abbastanza fa guardare alla propria documentazione più che al mondo, e l’umiltà che è necessaria per mantenere il dubbio e potere cambiare idea diventa ancora più lontana.

          Quanto conosci di COINTELPRO? Se non “molto”, allora forse dovresti sospendere la tua valutazione delle Black Panters.
          Quanto hai seguito delle rivelazioni di Snowden? Non abbastanza da convincerti a cambiare indirizzo di posta elettronica, forse? In ogni caso no, nessuno (nessuno) pensava che si fosse arrivati a questo livello.
          No, Internet non è fatta come tu sembri suggerire. E no, non sappiamo benissimo chi possiede i cavi sottomarini: la situazione è concentrata ma non quanto suggerisci tu. E se ti preoccupa la centralizzazione fisica dell’infrastruttura della rete, immagino tu stia sostenendo la Free Network Foundation: http://thefnf.org/

    • D. la Cina sta comprando tutto e tutti… a parte la proliferazione di attività commerciali in tutta Italia, e degli immobili annessi e connessi, sta anche comprando intere porzioni di territorio africano e non… in una corsa espansionistica senza freni ne controllo.

      Il mondo capitalista, per ora, incassa i denari e sta a guardare… ma mi sembra un atteggiamento miope.

      • Restiamo in tema: Cina ed Interent.
        Le risorse della rete sono distribuite ad eccezione di:

        -IANA
        -ICANN
        -Cavi

        Nelle prime due la Cina non c’è proprio per una cippa. Nella terza non mi risulta, eppure è possibile, ma di certo ha una posizione iper iper iper minoritaria.

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    • Cina lato tecnico

      http://it.wikipedia.org/wiki/Huawei :
      … È il più grande fornitore di apparecchiature di telecomunicazioni e di rete in Cina e il più grande fornitore di apparecchiature per gli impianti di telecomunicazioni mobili a livello mondiale[3] …

      http://www.ilpost.it/2013/01/28/huawei/ :
      IVº paragrafo
      A oggi Huawei è il più grande produttore di sistemi per le telecomunicazioni al mondo: nel 2012 ha superato la svedese Ericsson e, grazie ai numerosi contratti con gli operatori telefonici, continua a essere in crescita. I suoi prodotti sono utilizzati per gestire la trasmissione di informazioni sulle reti di mezzo mondo, anche di dati molto delicati e per questo motivo le autorità di diversi paesi hanno in più occasioni chiesto alla società garanzie e rassicurazioni sui suoi servizi. In alcuni dispositivi di rete sono state trovate vulnerabilità potenzialmente pericolose. A ottobre del 2012 una Commissione del Congresso degli Stati Uniti ha definito Huawei un pericolo per la sicurezza nazionale, consigliando di interrompere qualsiasi contratto governativo con la società. La Casa Bianca ha in seguito condotto una propria indagine, trovando inconsistente la relazione del Congresso, ma riconoscendo comunque la presenza di rischi dovuti alle vulnerabilità in alcuni sistemi che servono per gestire le reti.

      La Cina politicamente ha costretto Microsoft, Google ecc. a modificare la loro politica ed a vendere prodotti e servizi delimitati dai canoni governativi di quel paese. Ricordo che si tratta del 20% dell’umanità. Ora farà un Windows nostrano e Gates&C non ci potranno far nulla come già ora nulla contrasta le brutte copie di un’infinità di oggetti ed apparati di vario genere. Nessuno si mette in concorrenza diretta o in contrasto economico politico con chi produce una gran dose di quel che oggi viene consumato dal mondo intero … ed in futuro sembra in grado di farlo sempre più.

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