Ognuno per la sua strada

Sembrerà un dettaglio, anzi, certamente lo è. Se si pensa ai mesi di processo, alla detenzione in carcere, al montante colossale dei risarcimenti, alla salute degli imputati che, nel corso dei mesi, si deteriora, è difficile evocare altri argomenti senza che paiano ridicoli, risibili o tragicamente irrilevanti.
È un dettaglio quindi, ma un dettaglio ricco di senso.

Anche se il film racconta di un processo, non mancano però i computer: in tribunale, durante le pause, alle conferenze stampa, a casa.
Seguendo con attenzione anche queste scene si può notare come Fredrik, Gottfrid e Peter, i tre imputati, siano tutti e tre equipaggiati con… macchine diverse!

Fredrik usa Windows

E ne paga le conseguenze.

Fredrik impreca dicendo Fottuta Windows di merda!

Gottfrid usa Linux, Ubuntu (su un computer HP, ma non sono sicuro che questo sia una scelta).

Ed infine Peter è un utente Mac (e nel corso del film lo si vede passare da un iPhone ad un apparecchio Android).

Tre persone con tre sistemi operativi diversi, ma un solo gruppo di lavoro, che dal 2003 al 2009 opera con grande efficacia.

Per rendersi conto che la faccenda non è banale basta pensare a quanto spesso capitano (e, soprattutto, capitavano) dei problemi di compatibilità: ai “Ah, ma io sono su Mac“ o “Windows non me lo apre” e “In che formato te lo salvo?”.
Eppure dubito che il loro lavoro sia stato costellato di grattacapi come questi, e per un semplice motivo: The Pirate Bay è un sito web.

Indipendente dall’apparecchio, slegato dal sistema operativo. Sono questi i principi che rendono il web universale, ed è proprio la sua universalità che ne ha decretato il successo. Un’infrastruttura potente ed efficace che non pone discrimini tra le tecnologie, anzi, le fa incontrare e comunicare. Dimentichiamo questi principi e perderemo la ricchezza del web. Facciamone una guida e non smetteremo di esplorare le grandi prospettive che questo approccio dischiude.

Rinvii

Settimana pirata

Gli interventi del blog di questa settimana prendono tutti spunto dal film TPB AFK, di Simon Klose, documentario del processo a quattro persone legate al sito The Pirate Bay, svoltosi negli anni 2009 e 2010.

Gli imputati sono stati tutti condannati e tre di essi sono attualmente detenuti, due dei quali in carcere. The Pirate Bay ha invitato i suoi utenti a scrivere loro.

Gottfrid Svartholm Warg
c/o Jens H. Jörgensen Politigården
1567 Copenhagen
Danimarca

Peter Sunde
Box 248
593 23 Västervik
Svezia

TPB AFK

Simon Klose ha girato un documentario del processo: TPB AFK, ossia The Pirate Bay lontano dalla tastiera, nel mondo non numeriale. Il film è stato finanziato grazie ad una campagna di sottoscrizione che ha raccolto 51.424 $. È liberamente disponibile in linea.

Gli interventi di questa settimana prendono spunto dal film.

Gli altri interventi

Gli altri interventi di questa settimana pirata:

3 Commenti

  1. Pingback: Male accompagnati | Signor D

  2. Il fatto è moto semplice. Luro lavoraono sui server di piratebay, collegandosi via ssh. Che il clien giri su un sistema o l’altro è indifferente.
    Ormai è indifferente per quasi tutti, essendo il browser web il principale utilizzo di un computer/tablet.

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