Internet fisico

Per quanto sempre sorprendente, internet è oramai una realtà banale: data per acquisita, scontata, fa parte della vita quotidiana di moltissime persone che se ne servono senza farsi domande, senza praticamente alcuna competenza tecnica. È questo che dimostra il successo di Internet: le persone lo usano anche senza capirne niente.

La conseguenza è che certe idee patentemente errate su internet vengono esposte e discusse… anche su internet stessa! Una di queste è che internet sia virtuale. A questo proposito credo che il processo a The Pirate Bay valga come smentita incontrovertibile: quello di cui gli imputati si sono macchiati è stato organizzare un certo sito internet. Sarebbe veramente insostenibile andare in prigione per un crimine virtuale.

Recentemente però mi ha stupito constatare che anche delle persone estremamente competenti non sanno che internet è fisico. Sì, fisico: internet è materiale e lo si può toccare, o, se non altro, le sue fondamenta.

Le vicende del processo a The Pirate Bay lo mostrano in maniera lampante nelle due occasioni in cui Fredrik si reca nella sala che ospita i server del sito ed indica e designa chiaramente i singoli elementi dell’infrastruttura informatica responsabili delle diverse funzioni del sito (dal momento che il film percorre un lungo lasso di tempo, l’infrastruttura è diversa nelle due occasioni).

Fredrik: The Pirate Bay. Questo è il server web, database e funzione di ricerca, e questo pezzo invece è il tracker. È il massimo tracker al mondo, coordina la metà del traffico BitTorrent mondiale.

Dopo avere rilevato come il web trascenda la distanza fisica, le frontiere tecnologiche ed ideologiche, è curioso dovere tornare con i piedi per terra e riconoscere che esiste una controparte materiale di cio che è in linea e viaggia sulla rete.
Potrà apparire deludente, come se si svelasse un trucco di magia, o forse potrà rassicurare: la magia c’è, ma saldamente ancorata alla prevedibile realtà.
È la doppia natura di internet, è la sua forza ed è il suo tallone d’Achille.

TPB-AFK-internet-fisico-5

Fredrik: Ecco. The Pirate Bay, è tutto qui.

Rinvii

Settimana pirata

Gli interventi del blog di questa settimana prendono tutti spunto dal film TPB AFK, di Simon Klose, documentario del processo a quattro persone legate al sito The Pirate Bay, svoltosi negli anni 2009 e 2010.

Gli imputati sono stati tutti condannati e tre di essi sono attualmente detenuti, due dei quali in carcere. The Pirate Bay ha invitato i suoi utenti a scrivere loro.

Gottfrid Svartholm Warg
c/o Jens H. Jörgensen Politigården
1567 Copenhagen
Danimarca

Peter Sunde
Box 248
593 23 Västervik
Svezia

TPB AFK

Simon Klose ha girato un documentario del processo: TPB AFK, ossia The Pirate Bay lontano dalla tastiera, nel mondo non numeriale. Il film è stato finanziato grazie ad una campagna di sottoscrizione che ha raccolto 51.424 $. È liberamente disponibile in linea.

Gli interventi di questa settimana prendono spunto dal film.

Gli altri interventi

Gli altri interventi di questa settimana pirata:

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