A testa bassa

Pippi (il nome è fittizio, la vicenda no) ha nove anni e vuole ascoltare un album. Si reca su un motore di ricerca e… non trova niente. Si reca su un altro motore di ricerca, lo trova e scarica: questo secondo motore di ricerca è The Pirate Bay.
Per qualche motivo, però, non riesce a sentire le canzoni: il giorno dopo, accompagnata da suo padre, si reca in un negozio e compra un supporto fisico per potere, finalmente, ascoltare il disco.

Cos’è successo? I distributori della canzone sono stati incapaci di rendere immediato ed evidente il comprare una canzone in linea. The Pirate Bay ha fornito una soluzione migliore (almeno in un primo momento). È solo per via del fallimento di due tentativi che Pippi si reca in un negozio, che riesce a capitalizzare e vendere solo grazie all’incapacità degli altri.

Avere il coraggio di aprire gli occhi e guardare la situazione con lucidità è importante, perché il dettaglio non trascurabile è che The Pirate Bay ed i suoi omologhi sono, solitamente, incredibilmente efficaci. Se non si coglie la causa di questo fenomeno, è impossibile prevenirlo e resta una soluzione soltanto: reprimere, a testa bassa.

L’orsacchiotto

Lo sa bene Pippi: per quella canzone scaricata, suo padre è stato multato. Diceva di non essere in grado, e quindi non ha pagato i 600€ che gli venivano richiesti. Così un giorno la polizia si è presentata all’uscio di casa ed ha cercato gli strumenti usati per scaricare illecitamente la canzone: il suo computer decorato da adesivi di orsacchiotto.

Per l’industra del monopolio del diritto di copia, Pippi con il suo computer orsacchiotto, incapace di ascoltare ciò che aveva scaricato, davvero era una grave minaccia, fermarla era cruciale? No. Punirla, però, era strategico: punire con severità degli errori che potrebbero essere considerati veniali serve infatti ad instillare la paura in chi ha colpe maggiori da rimproverarsi.

Gli investigatori

Chi avanza ad occhi chiusi è incapace di scegliere la sua strada: avanza, bene o male, su quella già imboccata. Se la strada è quella della forza e della repressione, i risultati si vedono. Li si riconosce anche nel corso di TPB AFK, ad esempio in uno scambio tra Peter Sunde e Per Sundin, amministratore delegato della sede svedese di Universal Music.

Peter Sunde: Perché è così che mi avete trattato. Ricevo delle lettere dai tuoi avvocati che mi dicono “Le leggi svedesi non ti proteggeranno. La giustizia statunitense ti metterà le mani addosso”.
Ci hai messo alle costole degli investigatori privati. Ne ho avuti due fuori da casa mia.
Per Sundin: Non ne so niente
Peter Sunde: Sarà, ma la responsabilità è tua!

Il poliziotto

Quando l’obiettivo è punire, il fine giustifica i mezzi, ed i mezzi diventano poco limpidi. Mentre il processo era ancora in corso, un poliziotto parte delle indagini per il caso The Pirate Bay ha lasciato il suo posto di lavoro, per farsi assumere… da uno studio cinematografico.

Gottfrid Svartholm Warg: quell’anno il suo reddito è più alto del suo stipendio di poliziotto!

Il giudice

Ancora più triste: di fronte a tale determinazione e squilibrio di poteri, rischia di diventare più difficile credere nella giustizia. Nel caso di The Pirate Bay, in effetti, non è facile avere fiducia nei confronti del giudice che ha condannato i quattro imputati. Quando viene annunciata la sentenza del primo grado di giudizio, Peter Sunde commenta con rabbia, all’indirizzo del giudice:

Vaffanculo! Avrà un bel lavoro ad Hollywood dopo questo!

Così non è stato, ma non sono comunque mancate delle sorprese.

Peter Altin, avvocato di Peter Sunde: Il giudice del processo The Pirate Bay è membro di organizzazioni che lavorano sul monopolio del diritto di copia. Delle organizzazioni di cui fanno parte gli avvocati delle parti civili.

Nei dettagli…

André Rickardsson, ex agente dei servizi segreti svedesi, esperto di IT: Questo è Tomas, il giudice, siede nella corte distrettuale. È membro dell’associazione svedese per il monopolio del diritto di copia. E tutti gli avvocati delle parti civili sono tutti membri della stessa organizzazione.
Sembra ben implicato negli ambienti di cui fanno parte queste persone.
Non posso dire se sia stato parziale, ma già il semplice fatto di avere nascosto quest’informazione lo rende inadatto a ricoprire il ruolo di giudice in questo processo. La sentenza è discutibile, perché il giudice può essere sospettato di parzialità

A condizione di provare un po’ di empatia per quest’uomo, vedere il giudice eludere le domande dei giornalisti è addirittura umiliante:

Giornalista: Perché non ha informato la corte?
Tomas Nordstrom: Eh, ottima domanda. Be’, non l’ho fatto e basta.
Giornalista: È stata una scelta corretta?
Tomas Norsdtrom: Sta ad altri stabilirlo.

La giustizia svedese ha stabilito che no, il processo non era da ricelebrare. La sentenza del processo The Pirate Bay è stata pronunciata da un “collega” degli avvocati delle parti civili.
Il risarcimento da versare alle parti civili è stato stabilito da un “collega” degli avvocati delle parti civili.

Il secondo grado di giudizio ha quasi semplicemente confermato la sentenza del primo grado: niente nuove prove, niente nuove testimonianze. Si è giocato tutto lì, in primo grado, con quel giudice che si è scordato di segnalare un suo possibile conflitto di interessi.
Anzi, no, non si è scordato. Non lo ha fatto e basta.

Rinvii

Settimana pirata

Gli interventi del blog di questa settimana prendono tutti spunto dal film TPB AFK, di Simon Klose, documentario del processo a quattro persone legate al sito The Pirate Bay, svoltosi negli anni 2009 e 2010.

Gli imputati sono stati tutti condannati e tre di essi sono attualmente detenuti, due dei quali in carcere. The Pirate Bay ha invitato i suoi utenti a scrivere loro.

Gottfrid Svartholm Warg
c/o Jens H. Jörgensen Politigården
1567 Copenhagen
Danimarca

Peter Sunde
Box 248
593 23 Västervik
Svezia

TPB AFK

Simon Klose ha girato un documentario del processo: TPB AFK, ossia The Pirate Bay lontano dalla tastiera, nel mondo non numeriale. Il film è stato finanziato grazie ad una campagna di sottoscrizione che ha raccolto 51.424 $. È liberamente disponibile in linea.

Gli interventi di questa settimana prendono spunto dal film.

Gli altri interventi

Gli altri interventi di questa settimana pirata:

3 Commenti

    • Dimmi, cosa non ti convince delle traduzioni?
      Il commento era finito nello spam: se mi rispondi mi confermo nell’idea che ho fatto bene ad estrarlo!

  1. Pingback: Internet fisico | Signor D

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