Addio Google+

È passato più di un anno da quando Google ha iniziato a vendere la tua faccia per fare pubblicità grazie a Google+ : avevo scritto queste istruzioni per chiudere il proprio profilo Google+ tempo fa, ma ho trascurato di pubblicarle. Ora, dopo avere lasciato Yahoo!, le recupero e le pubblico: fanno parte del mio lento addio a Google (tutto).

  • Entrare in Google+
  • Selezionare la propria foto, in alto a destra e premere su account, sotto all’indirizzo di posta elettronica.
  • Nella colonna centrale, la sezione Account Management si trova l’opzione per cancellare il proprio profilo Google+

Prima di procedere, Google segnala gli effetti della cancellazione, tra i quali forse quello più delicato è la perdita del servizio di autenticazione con le credenziali del proprio profilo Google.

You won’t be able to use the “Sign in with Google” button to log in to third-party apps.

Quando io ho eseguito la procedura non si perdeva il servizio di posta elettronica di Gmail, ma ti invito a controllare piuttosto che fidarti ciecamente di me.

Spero che tutto sia ancora valido. Quello che è certo è che Google non ha ancora nascostamente ricreato il mio profilo: anzi, mi propone di crearne uno.

Rinvii

3 Commenti

  1. Non sono di quelli che ride delle disgrazie altrui, ma in questo caso sono ben felice che Google+ chiuda presto i battenti.

    Non amo Google perché ha una posizione di chiaro monopolio, anche se molti preferirebbero utilizzare l’aggettivo “dominante”, nel mercato della pubblicità su Internet.
    Spero che al più presto vengano prese delle contro misure per frenare l’appetito di Google e creare dei regolatori che non consentano più a una sola società di fare il bello e il brutto tempo a livello mondiale.

    Ciao.

  2. Quando uno è intelligente, e arriva ad ottenere i mezzi per farlo, lavora almeno 10 passi avanti agli avversari.

    Google ad esempio oggi è messa così: http://qz.com/243321/google-is-stealing-away-microsofts-future-corporate-customers/

    Mentre Apple ha “candidamente” ammesso di aver preparato un datacenter che ha 10 volte la capacità di throughput attuale e non sta facendo mistero – all’occhio attento – di star manovrando con le CPU ARM che oggi sono il collo di bottiglia per la potenza di calcolo e la disponibilità di significative novità nel campo dei computer (vedasi lo striminzito speed-bump che hanno avuto i MacBook, sia Pro che Air).

    E queste sono le cose che sappiamo, sotto gli occhi di tutti. Figuriamoci il resto.

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