Numeriale. E basta

Ho accettato di aprire questo spazio per condividere pareri, pensieri, opinioni. Condividere, non proclamare, annunciare. Per me è quindi una vittoria il fatto che l’amico Farid, con i suoi commenti, sia riuscito a farmi cambiare idea, evolvere.

Partiamo da una constatazione: le parole sono importanti. Non perché è stato detto così:

Piuttosto perché “il linguaggio dà forma al modo in cui pensiamo e a quello che possiamo pensare”. È per questo che ho pensato fosse il caso di guardare di malocchio il termine “digitale”, che è una traslitterazione dall’inglese, e non una traduzione.

Per sostituire l’errato digitale ho proposto bitomatico: perché vogliamo fare riferimento al trattamento dell’informazione sotto forma di bit.

Di fronte all’obiezione che bitomatico suona male non negavo, ma rispondevo che è questione d’uso: l’orecchio fa tutto. Poi Farid Mezaber ha detto la sua, segnalando (tra le altre cose):

  • credo che una espressione alternativa a digitale debba sicuramente tener conto del significato numerico che sta nell’originale inglese.

Mi ha convinto, ed ho quindi ripreso la riflessione a partire dai numeri. Perché sono i numeri il cuore della questione: l’informazione viene organizzata grazie a valori discreti (misurabili, con uno scarto netto a separarli), ossia i numeri.
Ho riflettuto a numerale, come l’aggettivo. Mi sembrava una buona soluzione, sino a che non ne ho trovata un’altra, con una differenza, piccola come una i : numeriale. Vediamo se riesco a farne la pubblicità, come fosse un detersivo.

Numeriale è meglio

Numeriale è la parola per indicare tutto quello che ieri era digitale. È nuova ed è migliore!

  • Numeriale è una nuova formula, migliorata e più efficate.
  • Quando parli di numeriale è subito chiaro di cosa parli, perché la parola ha un solo significato (per ora 😉 ). Non come digitale!"Fotografia di una digitale, la pianta, in fiore"
  • Numeriale è chiaro ed elegante.
  • Con numeriale la tecnologia è demistificata: si parla di numeri!
  • Semplice, ma non semplicistico: numeriale ha un’etimologia polisemica (eh? Il mio target include gli acculturati!) che fa convivere una molteplicità di etimi (i multiculturalisti a me!).
    • numeri: così potrete spiegare ai vostri figli che quelli che dicono digitale lo fanno perché non sanno l’inglese. Digits significa numeri, non dita! Se dici digitale è perché non sai l’inglese.
    • i: piccola piccola, ma non insignificante. La i ricorda che sono numeri che hanno a che fare con il campo informatico. È l’uso informatico dell’ambito numerale. Chi dice numeriale sa apprezzare i dettagli.
    • ale: abbiamo pensato anche a chi si era affezionato a digitale. Grazie alla stessa desinenza, il passaggio sarà più facile. Passa a numeriale, lascia digitale: grazie alla desinenza, niente astinenza!

Be’, se con questo non sono riuscito a vendervi numeriale

Facciamo così: ci metto pure la definizione, pronta pronta da mettere nel dizionario. Non mi potete dire di no.

numeriale: agg. [parola polisemica, formata dagli etimi numeri, informatica e digitale].
1. Qualifica che, in contrapp. ad analogico, si dà ad apparecchi e dispositivi che trattano grandezze sotto forma numerica, cioè convertendo i loro valori in numeri di un conveniente sistema di numerazione (di norma quello binario, oppure sistemi derivati da questo); anche, qualifica delle grandezze trattate da tali dispositivi, e della loro rappresentazione: rappresentazione di dati (o immagini) in n, in formato n; calcolatore n, lo stesso che calcolatore numerico (v. calcolatore); effettuare una conversione da analogico a n, da n ad analogico (v. conversione, n. 2); firma n. (v. firma).
2. Per estensione. Relativo al World Wide Web, ad Internet ed all’agire mediato da computer. Identifica delle categorie professionali, le professioni n: web designer, amministratore di sistema, programmatore, community manager.
etimologia: numeriale nasce come corretta traduzione dell’inglese digital, aggettivo che segnala il ricorso a grandezze discrete, caratteristico del funzionamento dei computer. La i del lemma lo distingue dall’aggettivo numerale (v. numerale) sottolineando al contempo il legame del campo semantico della parola con l’ambito informatico (v. informatica).

In onore a questa trovata modificherò il lessico dei miei interventi precedenti.

Rinvii

13 Commenti

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  3. Mi meraviglio di come ti sia sfuggito che, in calce ad ogni singolo articolo (“vanilla”)del mio blog, ci sia scritto l’autore della frase. Riporto:

    Se il motto di questo blog ti piace, ringrazia Benjamin Lee Whorf che l’ha scritto!

    • Ah! Ecco dov’era: ho cercato sulla prima pagina, sulle informazioni, a destra e a manca, fatto pure ricerche sulla rete, ma niente! Avevo rimosso. Grazie! 🙂

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  9. Digitale è una traduzione dall’inglese digit solo per chi non sa che l’inglese discende dal latino digitus. Digitus significa dito, non numero! Quelli che dicono digitale forse non sanno l’inglese, ma conoscono le proprie radici. 🙂

    • Conosceranno anche le proprie radici, ma fanno l’etimologia come al mercato: “Signora, è venuto dietro un altro significato, lascio?”.
      Impronta “digitale” deriva da digitus, sì. Il resto può risalirvi formalmente, ma non semanticamente. A meno di “Ma sì, lasci, che tanto poi nel minestrone…”

    • Uau, caspita, no, davvero?!? Io pensavo che i Sassoni avessero preso un Calonghi, avessero ritagliato ogni lemma, mettendo il tutto in un cappello per poi sorteggiare da che parola formare il sostantivo per indicare la cifra.
      Mi raccomando, ricordati che tu sei fatto di idrogeno e che la chitarra si ripone nella vagina.

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