Si può fare: “numeriale”

Glossa del 31 Luglio 2014
In seguito a riflessioni ulteriori ho deciso di difendere un’altra parola: numeriale.
Per conoscerne la genesi (ed i vantaggi!), leggi qui: http://signord.tevac.com/2014/07/31/numeriale-e-basta/

Intervento originale
Le parole sono importanti, diceva uno, e la mia impressione è che in italiano, quando si parla di internet e, più in generale, computer, ci manchino le parole, se non altro quelle giuste.

Spesso si usa anche "digitale", ma se ci riflettiamo si tratta dell'adozione acritica della parola inglese, digital. In italiano "digiale" in origine ha un significato, evidente: relativo alle dita. In inglese, invece, digit è anche la cifra, e per questo digital viene usato per designare il ricorso a grandezze discrete (misurabili, quindi, diciamo, numeri) per la gestione dell'informazione. La fotografia digital si distingue per l'uso di grandezze discrete (numeri, quindi digits) per trascrivere un'informazione costituita da uno spettro continuo (la luce). La fotografia digitale non significa per niente la stessa cosa: la fotografia digitale è quella fatta con le dita.

Certo, la lingua cambia, evolve, si arricchisce, e si può considerare che oggigiorno la nuova accezione di "digitale" sia stata integrata dall'italiano. Restano però dei problemi legati ai rischi di sovrapposizione tra i due significati, quello originale e quello sopraggiunto. Un esempio: tutti i dati di un utente in linea possono essere raccolti e possono in qualche modo identificarlo, essere un'impronta identificativa, la sua impronta… digitale? No, l'impronta digitale sappiamo bene qual'è.

Questa riflessione mi viene dall'osservazione del francese, dove il termine digital è severamente sanzionato se usato al posto di quello corretto, numérique, che è stato scelto come corretta traduzione di digital. A me piacerebbe che anche in italiano si affermasse un lemma per sostituire l'impiego scorretto di "digitale". Riprendere l'esempio francese ed adottare "numerico" creerebbe più confusione che altro, ed è per questo che propongo di creare una parola nuova, sperando che sia abbastanza chiara da diffondersi ed affermarsi: bitomatico.

"Bitomatico" perché parliamo dell'ambito informatico, e perché vogliamo fare riferimento al trattamento dell'informazione sotto forma di bit. Ci sono le amicizie bitomatiche (non "virtuali": vere, ma mediate dall'ecosistema di internet e dell'informatica), i lavori bitomatici (non "digitali": si fanno pigiando i tasti con le dita, ma non è questo il punto) e c'è la fotografia bitomatica: che traduce la luce in immagine tramite i bit.

Provando ad essere seri, si potrebbe anche scrivere una definizione della parola:

bitomatico: agg. [da bit, unità di informazione del sistema binario, ed informatica].
1. Qualifica che, in contrapp. ad analogico, si dà ad apparecchi e dispositivi che trattano grandezze sotto forma numerica, cioè convertendo i loro valori in numeri di un conveniente sistema di numerazione (di norma quello binario, oppure sistemi derivati da questo); anche, qualifica delle grandezze trattate da tali dispositivi, e della loro rappresentazione: rappresentazione di dati (o immagini) in b, in formato b; calcolatore b, lo stesso che calcolatore numerico (v. calcolatore); effettuare una conversione da analogico a b, da b ad analogico (v. conversione, n. 2 e); firma b. (v. firma).
2. Per estensione. Relativo al World Wide Web, ad Internet ed all’agire mediato da computer. Identifica delle categorie professionali, le professioni b: web designer, amministratore di sistema, programmatore, community manager.

"Bitomatico" secondo me è una parola che può vivere, può affermarsi. Dipende solo da te, tu che, dal momento che leggi, conosci il mondo bitomatico: usala! Bitomatico: si può fare!

E se poi “bitomatico” vi fa proprio schifo, ditelo, fate le proposte.

7 Commenti

  1. In tutte le lingue, anche in italiano, una parola può avere un significato diverso a dipendenza del contesto e non è un problema.

    Mi vengono in mente al volo due parole: ancora e principi.

    Nella frase “Gettate l’ancora” o “Dammene ancora” nessuno farà confusione, idem nella frase “Uomo di sani principi” o “Viziati come dei principi”, anche se in questo secondo caso sarebbe meglio usare l’accento.

    Non volermene, l’avrai capito, la tua proposta non mi piace non perché l’idea non sia interessante ma il nome di bitomatico fa veramente pena.

    Ciao.

    • Capisco perfettamente la tua opposizione! L’orecchio è tendenzialmente conservativo, per cui una parola inventata “non suona” per forza, almeno all’inizio, è l’uso a compiere la magia.

      Gli esempi che fai tu sono diversi: si tratta di diversi lemmi, di diverse parole, non della stessa. Sono degli omografi, ma non omofoni: àncora ed ancòra possono essere confuse solo perché perdiamo delle informazioni nel trascriverle (l’accento), ma sono parole diverse. “Letto” invece può essere sia participio passato (leggere) che sostantivo (il posto migliore dove passare la notte e che purtroppo si deve abbandonare sempre troppo presto!). Omografi ed omofoni, ma parole diverse.

      Nel caso che esamino, invece, siamo in presenza di una parola che è nata per mimesi, per trasposizione del suono, e che confonde ed impedisce di capire esattamente quale sia il significato. Come dici tu, nessuno (se ha abbandonato da abbastanza tempo il letto) confonde gli omografi, ed anche gli omofoni possono essere distinti chiaramente, perché rinviano a sfere semantiche distanti. Nel caso evocato, invece, la sfera semantica è nascosta, e così resta oscuro il significato: si sa grossomodo a cosa si rinvia, ma così, vagamente, per esperienza (imperfetta), non per conoscenza.

      La mia proposta è comunque al limite dell’eresia: l’italiano è una lingua rigida, più incline alle imitazioni, alle invasioni da parte di altre lingue, che non al rinnovamento ed alla creatività. Al tempo stesso tutto sta nell’uso: anche in presenza di una lingua statica, che stenta ad evolvere se non per prestiti, e che manca di una struttura gerarchica forte (che c’è per il francese, invece), l’adozione diffusa determina tutto, anche in ambito bitomatico!

      D

  2. Secondo me sarebbe meglio iniziare a parlare tutti in inglese se non vogliamo rimaner tagliati fuori dal monto bitomatico…

    • Assolutamente, anzi, secondo me sarebbe meglio continuare a parlare inglese, ovvio. Ma non a detrimento dell’italiano!

      D

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