Ottimizzare le immagini per il web

Traduco rozzamente da quest’articolo:

L’impatto ambientale di internet sta crescendo oltre ogni misura: niente popò [avevo avvertito: rozzo!] di meno che 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, ossia più di tutto il comparto industriale dell’aviazione. Si stima che questa cifra sarà raddoppiata entro il 2020.

Se leggete il testo originale vedrete che viene sottolineato quanto sia difficile stimare l’impatto ambientale di internet, le variabili sono tante, un hosting ecologico ha valori diversi… ciò non di meno, datacenter e server farm ci sono, si scaldano e si raffreddano consumando elettricità, ed hanno il peso sull’ambiente.

E non nascondiamoci dietro un dito: tu ed io abbiamo un ruolo da giocare. Sì, tu: di’, hai mai messo un’immagine in linea? E l’hai ottimizzata, prima?

Ottimizzare le immagini è importante, e fornisce anche vantaggi. Ottimizzando l’immagine si tolgono le informazioni del documento che non sono utili ai fini della visualizzazione, senza comprometterne la qualità.
Immagine più leggera, immagine che si carica prima: il vantaggio non è solo per l’ambiente, ma anche per chi consulta la pagina, dato che si caricherà prima (e con un impatto minore sul consumo di dati, cosa che per le connessioni mobili conta). E se la pagina si carica prima, meglio anche per te.

Allora, siamo d’accordo: è il caso di ottimizzare, e su OS X è pure facilissimo. Andiamo? Due casi.

  • PNG: useremo ImageAlpha.
  • Ogni tipo di immagine da caricare in rete: ImageOptim.

ImageAlpha è un programma che fa meraviglie sui PNG. Prendi l’immagine, aprila con ImageAlpha e poi premi Maiuscola S e salva l’immagine ottimizzata. Volendo si può anche intervenire sui parametri (nella parte sinistra della finestra di ImageAlpha), ma si rischia di degradare la qualità dell’immagine. ImageAlpha realizza in effetti un’ottimizzazione con perdita di dati (detta anche lossy, in contrapposizione a lossless, senza perdita di dati).

ImageAlpha è semplice, efficace e gratuito, e si scarica da qui.

ImageOptim è ancora più semplice: prendi l’immagine (o le immagini) e trascinale sulla finestra del programma. ImageOptim farà tutto da solo: ottimizza il documento, butta la versione vecchia (se vuoi la potrai ritrovare nel cestino) e là dove prima c’era l’immagine “pesante” ti lascia la versione “alleggerita”. Bonus: la compressione è lossless.

Domanda trabocchetto: ho un PNG ottimizzato con ImageAlpha, lo tratto anche con ImageOptim?

, perché dopo avere fatto una prima passata, resta ancora qualcosa che il secondo può togliere. Ma, attenzione, proprio in quest’ordine: prima ImageAlpha, poi ImageOptim, altrimenti perdiamo tempo.

ImageOptim è proprio semplice, efficace e gratuito, e si scarica da qui.

Chi ha letto sin qui ha sicuramente a cuore internet: usarne le risorse con attenzione è una maniera di prendersene cura. Un’altra maniera per farlo è evitare la fine della neutralità della rete: agisci subito, resta poco tempo.

3 Commenti

  1. ImageOptim, tra l’altro, è uno dei pochi software che sfrutta al massimo tutti i core del mio i7 del 2010… ogni qual volta lo lancio, le ventole partono a palla e vedo tutti i core avvicinarsi al 90% ed oltre di occupazione!

    • Nella mia ignoranza, io attribuirei la cosa al fatto che, di fatto, è un’interfaccia per automatizzare un lavoro di shell. Rsync è ugualmente vorace di CPU, nella mia esperienza: l’esecuzione di programmi a livello di shell sono particolarmente poco moderati, che tu sappia?

      D

  2. Pingback: I processori Intel oramai conflict-free - - tevac

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