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Risolvere Twenty, barando

Con un po' di ritardo, ecco il trucco promesso a Cristiano per risolvere il gioco che verosimilmente ha fatto collassare la produttività di diversi lettori: Twenty. Come tutti i trucchi, è un po' una delusione: non si tratta di una strategia particolarmente efficace per vincere, ma di delegare la soluzione del problema a qualcun altro. Ma prima di spiegare come…

Avvisi

Sono necessarie alcune precauzioni.

  • Il trucco potrebbe rallentare o anche bloccare e fare chiudere il tuo navigatore. Sappilo e prendi provvedimenti prima: se hai delle schede aperte che non puoi permetterti di perdere, non farlo.
  • I numeri verranno verosimilmente accoppiati a grande velocità: se il volume del tuo computer è troppo alto, questo potrebbe essere un problema: se non vuoi zittire la tua macchina, se non altro sii pronto con il dito sul tasto giusto per intervenire tempestivamente.

Il trucco per risolvere Twenty

Per prima cosa bisogna andare sulla pagina del gioco: http://twenty.frenchguys.net/

A questo punto dobbiamo eseguire un po' di javascript che forniremo noi. Serve la console web (almeno così si chiama in Firefox): per poterla vedere, il percorso dei comandi da eseguire varia a seconda del sistema operativo e del navigatore.
Su OS X, con Firefox, il comando da tastiera è alt cmd K, ma lo stesso risultato si ottiene dal menù Strumenti, Sviluppo web, Console web.

A questo punto, normalmente, il cursore lampeggia in basso, pronto a servire per inserire del testo.

Se non hai mai usato la Console prima, Firefox ti mostra un avvertimento: leggilo.

In effetti lo strumento che stiamo per usare è potente e, se usato con troppa disinvoltura, pericoloso: non prendere alla leggera i suggerimenti di copiare ed incollare del javascript da pagine a caso (come questa!) sulla rete.

Ora puoi recuperare il codice che ci serve: è stato pubblicato su questa pagina: https://gist.github.com/alandownie/8e2fe28e9edf356ac966

Premi il pulsante Raw sulla destra: otterrai una pagina che contiene unicamente il codice che ci interessa (puoi controllarlo guardando il codice sorgente).

Copia, torna sulla scheda di Twenty, ed incolla nella console.

Ed ora guarda sino a dove riesce ad arrivare il TwentyBot!

Riferimenti

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Twenty, il difficile è smettere

Lo sai che sulla tua produttività, ci puoi fare una croce sopra? Certo, se stai leggendo queste righe, probabilmente non eri proprio concentratissimo su un compito cruciale, ma se volevi semplicemente distrarti prima di rimetterti al lavoro, sappi che i tuoi piani stanno per essere sconvolti: se proprio ci tieni a quello che volevi fare, vattene ora, prima che sia troppo tardi!

Sei ancora lì? Allora, mi spiace per te, temo proprio tu sia spacciato. Sia chiaro, non che io c'entri poi tanto: il colpevole sei tu, in fin dei conti, tu e l'autore di Twenty, Stephen French.

Twenty è un gioco semplice, affine nei principi ad altri già diventati famosi: hai delle tessere con dei numeri che puoi muovere; sovrapponendo due numeri uguali, la tessera si trasforma nel numero successivo (e quindi 1+1=2, e così via); a forza di somme, il tuo obiettivo è arrivare a 20.

Facile? Non come potrebbe sembrare: regolamente, una nuova riga di numeri emerge dal basso, alcune tessere si legano tra loro; fare sforare la tua tessera al di fuori del campo, e quindi perdere, è più facile di quanto potrebbe sembrare.

Cos'è davvero difficile? Non perdere d'occhio l'orologio: una partita può durare facilmente dieci minuti, e la voglia di fare meglio rischia di farti ricominciare senza posa. Tanto più che una volta raggiunto 20, il tuo obbiettivo diventa avere 20×2, e poi x3…

Twenty 20xπ

Cosa dicevamo, della tua produttività?

Twenty: http://twenty.frenchguys.net/

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Atom, l’editor di testo di Github

Sono tra noi anche se non lo sappiamo: le tecnologie web sono uscite dalle anguste finestre dei navigatori e risiedono oramai a pieno titolo nelle nostre macchine accanto alle applicazioni native.

È il caso di diversi programmi di scrittura (per testi e per codice) già presentati su Tevac: haroopad, pensato per Markdown; Brackets, progetto di Adobe, o l’ancora giovane Hyro.

Ulteriore aggiunta a questa lista, Atom, un progetto Github, è ultimamente il mio strumento di scrittura preferito, con qualche accorgimento.Atom-icon

Interruzione di linea

Usando spesso il programma per scrivere testi, piuttosto che codice, ho attivato l’interruzione di linea automatica:

  • nel menù Edit, voce Preferences (comando da tastiera per Linux ctrl ,, per OS X cmd ,)
  • Nella prima scheda, Settings, sezione Editor Settings, la voce Soft Wrap.

Strumenti per Markdown

Scrivendo in Markdown è possibile avere un’anteprima del testo che si sta scrivendo: il comando è Maiuscola ctrl M (su Linux, immagino che per OS X possa essere Maiuscola cmd M).

Fondamentale per me e per come scrivo gli articoli di tevac, è poi la possibilità di potere copiare il testo, convertito in HTML, negli appunti. La maniera più rapida di farlo è tramite la finestra di comando (Maiuscola ctrl P su Linux, credo Maiuscola cmd P su OS X), selezionando Markdown Preview: Copy HTML.

Niente statistiche

Ho scoperto un po’ per caso che Atom fa parte dei programmi “spioni”. Sulle prime sono rimasto infastidito, ma in realtà la funzione è ben descritta e spiegata, e si può disattivare in maniera semplice.

  • nel menù Edit, voce Preferences (comando da tastiera per Linux ctrl ,, per OS X cmd ,)
  • La terza scheda, Packages, Settings, nel campo di ricerca basta scrivere Metrics e premere quindi il tasto Disable.

In tutto questo, ho scoperto che sulla mia versione di Atom su Linux, il pacchetto non c’era. Sarà un caso solo mio?

Riferimenti

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Le declinazioni nazionali della sorveglianza

La camera dei deputati francese discute in questi giorni il projet de loi sur le renseignement, legge che istituisce la sorveglianza di massa in Francia, come già esposto in altri articoli (aggiornamento: l’esame del disegno di legge si è concluso ed il testo sarà sottomesso al voto il 5 Maggio).

Davanti al parlamento francese, dei manifestanti brandiscono dei cartelli luminosi che dicono "Sorvegliati"

Manifestazione di Lumen ieri sera di fronte all’Assemblée Nationale: https://twitter.com/lumenparis/status/593372997420986369

La sorveglianza in Francia

Nel corso di oggi, Giovedì 16 Aprile, l’Assemblée Nationale concluderà probabilmente l’esame del disegno di legge. L’esito sembra purtroppo scontato, considerato che poco dopo mezzanotte veniva approvato l’articolo più controverso. Si tratta dell’installazione di scatole nere presso gli operatori della rete ed i datacenter, deputate a sorvegliare la totalità del traffico in transito e registrare, secondo criteri segreti, comportamenti reputati sospetti (dei quali, è stato annunciato dal ministro dell’interno, faranno parte l’uso di Tor, VPN). Le scatole nere potranno registrare metadati (da dove vieni, dove vai, quando), e dati (cosa invii, cosa ricevi); sono autorizzate sino al 2018. Questo articolo annichilisce le libertà dei francesi, ed è stato discusso e votato da soli 30 deputati: 25 voti a favore, 5 contro.

30deputes

La Francia autorizza quindi il dispiegamento sulle sue reti di telecomunicazioni delle stesse tecnologie adottate da Gheddafi, Bashar al-Assad, dal Marocco e dal Qatar. Delle tecnologie che in questi stati sono servite a reprimere, e sopprimere, il dissenso politico. E, infine, delle tecnologie di fabbricazione nazionale, prodotte dal confuso miscuglio di Qosmos, Amesys, Atos, Bull ed (eventuali) altri.

Ed in Italia?

In Italia c’è Area, una società che avrebbe partecipato, secondo il giornale francese Reflets, alla sorveglianza in Siria, e della quale non si sa (parrebbe) molto. E poi c’è Hacking Team: una società finanziata dalla regione Lombardia, che sviluppa soluzioni per governi che vogliano intrufolarsi nei terminali di persone che vogliono sorvegliare.

Anche in questo caso, ovviamente, si tratta di una tecnologia che è stata usata per infrangere i diritti dell’uomo, per permettere a regimi oppressivi e totalitari di annichilire il dissenso.

Se l’Italia dovesse, come la Francia, decidere di dispiegare a livello nazionale le tecnologie prodotte dalle sue società di sorveglianza informatica, cosa avremmo, dunque? Dei trojan di stato.

Sarà un caso che il governo abbia tentato di inserire una norma simile nell’ultima legge contro il terrorismo? Attenti a quando tornerà, nella legge sulle intercettazioni.

Fonti

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Bugiardo, criminale e fiero

 

Io presidente, legalizzerò la sorveglianza di massa. François Hollande

Io presidente, legalizzerò la sorveglianza di massa. François Hollande
Fonte: https://twitter.com/taziden/status/585076740055310336

Afin de me la péter participer au riche dialogue qui est né autour de ce projet de loi, de rendre hommage à ceux qui s’y opposent, le texte de ce billet est disponible également en français (voir plus bas)

Si pensa spesso che i governanti mentano, spesso lo si dice, pur senza prove. Raro è, però, che a dire di mentire siano i governanti stessi: da questo punto di vista François Hollande è un presidente anormale.

Il 25 Ottobre 2013, interrogato da Andréa Fradin sulla presenza di attività di spionaggio che esulavano da quelle autorizzate dalla legge, il presidente della repubblica francese dichiarava:

“Noi restiamo nell’ambito definito dalla legge […]. Noi siamo nell’ambito definito dalla legge. Non vorrei che si facesse credere che dopo tutto questa pratica di PRISM fosse generale. C’è un quadro legislativo che deve essere rispettato e con il garante della Privacy noi vigiliamo per il rispetto della legge.”

Una risposta tutto sommato chiara: c’è la legge, e la rispettiamo, non andando al di là di quello che la legge autorizza. Una menzogna.

Perché un anno e mezzo dopo, uno dei motivi avanzati dal governo francese per l’adozione del suo allucinante disegno di legge sui servizi è la necessità di legalizzare alcune pratiche estremamente diffuse. Delle pratiche che oggi, creativamente, il menzongero governo francese definisce “alegali”: né legali, né illegali, perché non esplicitamente permesse, non esplicitamente vietate. Delle pratiche non autorizzate dalla legge, e dunque illegali, come diceva François Hollande il 25 Ottobre 2013.

In Francia, con il disegno di legge sui servizi, il presidente della Repubblica annuncia chiaramente di avere mentito alla nazione il 25 Ottobre 2013; il governo dichiara pubblicamente di infrangere regolarmente la legge; i crimini commessi nel passato sono visti come una giustificazione per legalizzare l’infrazione i diritti dell’uomo.

La Francia si appresta a diventare una dittatura elettiva, ed i governanti mostrano di meritare fiducia. Perché sospettosi? Abbiate fiducia!

 

Menteur, criminel et fier de l’être

On pense souvent que les gouvernants mentent, on le dit souvent, même sans preuves. Il est rare, cependant, que les gouvernants mêmes disent de mentir: à cet égard, François Hollande est un président anormal.

Le 25 Octobre 2013, interrogé par Andréa Fradin, François Hollande déclarait:

“Nous, nous restons dans le cadre légal […]. Nous sommes dans le cadre légal. Je ne voudrais pas qu’on laisse penser que finalement cette pratique de PRISM serait générale. Il y a un cadre légal qui doit être respecté et avec la CNIL nous veillons […] au respect de la loi.”

Une réponse assez claire: il y a la loi, on la respecte, on ne va pas au-delà de ce que la loi autorise. Un mensonge.

Car un an et demi plus tard, une des raisons avancées par le gouvernement français pour l’adoption de son hallucinant projet de loi sur le renseignement est la nécessité de légaliser certaines pratiques très répandues. Des pratiques qui aujourd’hui, de manière créative, le mensonger gouvernement français définit comme “alégales”: ni légales, ni illégales, car ni explicitement permises, ni explicitement interdites. Des pratiques non autorisées par la loi, et donc illégales, comme le disait François Hollande le 25 Octobre 2013.

En France, avec le projet de loi sur le renseignement, le président de la République annonce clairement d’avoir menti à la nation le 25 Octobre 2013; le gouvernement déclare publiquement enfreindre régulièrement la loi; les crimes commis dans le passé sont vus comme une justification pour légaliser l’infraction des droits de l’homme.

La France s’apprête à devenir une dictature élective, et les gouvernants montrent de mériter confiance. Alors, pourquoi si suspicieux? Ayez confiance!

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Parigi brucia?

Afin de me la péter participer au riche dialogue qui est né autour de ce projet de loi, de rendre hommage à ceux qui s’y opposent, le texte de ce billet est disponible également en français (voir plus bas)

E se le rivelazioni fatte da Edward Snowden avessero avuto un effetto deleterio? E se invece di permettere ai cittadini di sanare la democrazia, ferita, fossero state un’ispirazione per i politici oscurantisti, un via libera che ha fatto venire meno tutte le inibizioni?

Osservando le notizie degli ultimi mesi si è quasi spinti a crederlo.
Nel Regno Unito, la cui sorveglianza generalizzata della popolazione è stata ufficialmente sancita come illegale, David Cameron si lancia in dichirazioni allarmanti contro la cifratura delle comunicazioni: “nessuna comunicazione deve potersi sottrarre alle nostre indagini”.
In Italia, nella quale Alfano si sta facendo paladino di una politica liberticida in ambito di espressione in rete, i cittadini sono minacciati di intrusione nei loro computer.
È però in Francia che si verifica in questi giorni lo scenario più inquietante.

Senza dei radicali ed estesi emendamenti, se approvato, il disegno di legge sui servizi, projet de loir sur le renseignement, legalizzerà la sorveglianza di massa e la criminalità di stato ed imporrà uno stato totalitario nemico delle libertà di informazione, di parola e di pensiero, nemico dei cittadini.

Queste sono le mie conclusioni, ma ti invito a farti la tua opinione con questo breve riassunto (incompleto, visto che scrivo nel cuore della notte, dopo una giornata lunga e faticosa: sono pronto ad accogliere precisazioni).

I poteri

Tra gli altri, i nuovi poteri dati ai servizi segreti sono:

  • Utilizzare delle false antenne telefoniche per intercettare il traffico di intere aree geografiche.
  • Installare presso i fornitori di accesso ad internet delle scatole nere che sorveglieranno la totalità del traffico, allo scopo di, tramite algoritmi segreti, isolare dei soggetti da sorvegliare in maniera più mirata.
  • Esigere le chiavi di decifratura da qualunque società o privato che realizzi soluzioni crittografiche.
  • Imporre il silenzio alle società cui viene richiesto di collaborare.
  • Autorizzare qualunque servizio dell’amministrazione a servirsi di questi poteri.
  • Immunità per gli agenti che nell’ambito delle loro operazioni commettessero intrusione in sistemi informatici e/o la loro distruzione, la captazione di dati.

Gli ambiti

Queste misure si applicheranno in caso di:

  • prevenzione del terrorismo;
  • prevenzione di criminalità e delinquenza organizzata;
  • prevenzione di movimenti sociali;
  • prevenzione della proliferazione delle armi di distruzione massiva;
  • difesa della politica estera e degli impegni internazionali della Francia;
  • difesa di interessi economici o scientifici della Francia.

I sorvegliati

Le persone coinvolte saranno:

  • i sospetti
  • tutti i loro contatti
  • tutti i loro intermediari, volontari o involontari

Il tutto avverrà su iniziativa del governo, senza l’intervento di alcun giudice, di alcun comitato, di alcun terzo capace di bloccare il governo.

Gli oppositori

È da tempo che, purtroppo, si osserva un lento scivolare delle democrazie verso queste posizioni liberticide. Riprendendo la domanda iniziale, credo che le rivelazioni di Edward Snowden abbiano consentito una maggiore consapevolezza su questi temi, come lo dimostra la nutrita lista di oppositori a questo disegno di legge.

  • La commissione della camera delegata alle questioni numeriali
  • Il Conseil National du numérique, organo consultativo del governo per pareri orientativi su questioni relative al settore numeriale
  • Il garante della privacy francese, la CNIL
  • Il garante dei diritti dei cittadini, ombudsman nazionale
  • Il presidente della commissione che più sarà sollecitata di osservare il lavoro dei servizi nel quadro previsto dalla riforma
  • Il commissario europeo dei diritti dell’uomo
  • Il sindacato di polizia CGT Police
  • I sindacati, di sinistra e di destra, dei magistrati
  • Diversi giudici responsabili delle indagini sui crimini del terrorismo ed il responsabile
  • L’associazione nazionale degli avvocati
  • Le sette principali società di hosting francesi, che si preparano a lasciare il paese
  • La federazione nazionale delle aziende operanti nel settore della tecnologia
  • I fornitori di accesso ad internet cooperativi membri della federazione FFDN
  • L’associazione di difesa delle libertà in rete La Quadrature du Net
  • Amnesty International
  • Human Rights Watch
  • Reporters senza frontiere
  • Charlie Hebdo
  • L’Internet Society France

Una dittatura elettiva

“I Francesi eleggono un re”, si diceva a proposito del ruolo molto forte ricoperto dal presidente nella struttura della repubblica francese: la situazione è certamente cambiata dopo la riduzione della durata della carica (e per certi versi, si è probabilmente accentuata). Dopo questa legge dovremo dire che i Francesi eleggono una dittatura.

Di seguito il testo in francese. In coda al testo alcuni indirizzi per avere più informazioni.

Paris brûle-t-il?

Et si l’effet des révélations faites d’Edward Snowden était délétère? avuto un effetto deleterio? Si, au lieu de permettre aux citoyens de prendre soin de leur démocratie blessée elles avaient été une source d’inspiration pour les gouvernants obscurantistes, désormais déshinibés?

En observant les nouvelles des derniers mois, on pourrait bien le croire.
Au Royaume Uni, dont la surveillance de masse de la population a officiellement été déclarée illegale, David Cameron se fend de déclarations alarmantes contre le chiffrement: “aucune communication doit pouvoir se soustraire à nos enquêtes”.

En Italie, où le ministre de l’intérieur Alfano se fait le paladin d’une politique liberticide à l’egard de l’expression en ligne, les citoyens sont menacés par le spectre de la légalisation des chevaux de troie d’état.

Ces jours-ci c’est toutefois en France que le scénario est le plus inquiétant.

Sans des amendements radicaux et très vastes, s’il était approuvé, le projet de loi sur le renseignement, légaliserait la surveillance de masse et les crimes d’état, et imposerait un état totalitaire, ennemi des libertés d’information, de parole, de pensée, ennemi des citoyens.

Ce sont là mes conclusions, mais je vous invite à vous former votre avis sur la base de ce bref résumé (incomplet, vu que j’écris au cœur de la nuit, sans même me relire) ou bien à creuser le sujet avec les liens au fond de ce billet.

Les pouvoirs

Entre autres, les nouveaux pouvoirs donnés aux services de renseignement sont:

  • D’utiliser des fausses antennes pour intercepter la totalité du trafic des téléphones portables dans une certaine aire géographique.
  • Installer auprès des fournisseurs d’accès internet des boîtes noires qui surveilleront la totalité du trafic, afin de, par le biais d’algoritmes classés « secret défence », détecter des sujets à surveiller de manière plus pointue.
  • Exiger les clefs de déchiffrement auprès de totue entreprise ou particulier qui réalise des solutions de chiffrement.
  • Imposer le silence aux entreprises auxquelles on commande de collaborer.
  • Autoriser n’importe quel autre service de l’administration à se servir de ces pouvoirs.
  • Immunité pour les agents qui, dans le cadre de leurs opérations de renseignement se rendent responsables d’intrusion et/out destruction de systèmes informatiques, captation de données.

Les fins

Ces mesures seront appliquables pour:

  • fins de sécurité nationale;
  • prévention du terrorisme;
  • prévention de la criminalité et de la délinquance organisées;
  • prévention de la prolifération des armes de destruction massive;
  • défense de la politique étrangère et des engagements internationaux de la France;
  • défense des intérêts économiques ou scientifiques de la France;
  • lutte contre les mouvements sociaux (“La prévention des atteintes à la forme républicaine des institutions, des violences collectives de nature à porter atteinte à la sécurité nationale, de la reconstitution ou d’actions tendant au maintien de groupements dissous en application de l’article L. 212 1).

Les surveillés

Les personnes susceptibles d’être surveillées seront:

  • les suspects,
  • tous leurs contacts,
  • tous les intermédiaires, volontaires ou involontaires

Le tout sera mis en place sur initiative du gouvernement, sans l’intervention d’aucun juge, sans aucune instance tierce à même d’arrêter le gouvernement.

Les oppositeurs

Cela fait longtemps que, malheureusement, on observe un lent glissement des démocraties vers ces positions liberticides. Revenant à la question initiale, je crois que les révélations d’Edward Snowden aient permis une plus grande conscience de l’importance de ces thèmes, comme le démontre la longue liste des oppositeurs et critiques de ce projet de loi. Une liste longue, faite d’acteurs institutionnels et pas, associations de catégorie et organisations citoyennes.

Une liste, à laquelle il faut ajouter les sept plus importants hébérgeurs de France ainsi que l’Internet Society France a été compilée par le Monde, vers laquelle je vous renvoie:
http://www.lemonde.fr/pixels/visuel/2015/04/01/la-galaxie-des-opposants-au-projet-de-loi-sur-le-renseignement_4607266_4408996.html

Une dictature élective

“Les Français élisent un roi”: on le disait souvent au sujet du rôle, très fort, du président de la république dans l’ordinament français: une situation qui a certainement beaucoup changé avec le passage au quinquennat (des changements qui ont à plusieurs égards accru la véridicité de cette phrase). Après cette loi on devra dire que les Français élisent une dictature.

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Contro i trojan di Stato

Aggiornamento

La minaccia non è più d’attualità, dato che il passaggio preoccupante è stato stralciato dal testo in esame dalla Camera. Una piccola vittoria, sperando che, quando verrà ripresentato nell’ambito del provvedimento sulle intercettazioni, il testo sia più attento.

In queste ore è grande la minaccia che pesa sulle libertà dei cittadini italiani.
Come segnalato da Stefano Quintarelli, il recente decreto legge sul terrorismo (decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7), attualmente in esame alla Camera, introduce una modifica al codice di procedura penale, questa:

All’articolo 266-bis, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi», sono aggiunte le seguenti: anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico.

Con questo testo, che non pone limiti relativi alla fattispecie di reato, diventerebbe lecito in Italia l’uso da parte dello Stato di programmi che raccolgono informazioni direttamente nei computer delle famiglie italiane.

Come dice Stefano Quintarelli:

se non interveniamo, da domani per qualsiasi reato commesso a mezzo del computer -dalla diffamazione alla violazione del copyright o ai reati di opinione o all’ingiuria- sarà consentito violare da remoto in modo occulto il domicilio informatico dei cittadini.

l’uso di captatori informatici (Trojan, Keylogger, sniffer ecc.ecc.) quale mezzo di ricerca delle prove da parte delle Autorità Statali (giudiziarie o di sicurezza) è controverso in tutti i paesi democratici per una ragione tecnica: con quei sistemi compio una delle operazioni più invasive che lo Stato possa fare nei confronti dei cittadini, poiché quella metodologia è contestualmente

una ispezione (art. 244 c.p.p.)

una perquisizione (art. 247 c.p.p)

una intercettazione di comunicazioni (266 c.p.p.)

una acquisizione occulta di documenti e dati anche personali (253 c.p.p.).

Il margine di manovra sembra più che ridotto, dato che il governo parrebbe pronto a mettere la fiducia sul testo, ma è comunque fondamentale contattare da subito (il testo è in esame alla Camera in questo momento) i tuoi parlamentari per segnalare la gravità della scelta e la tua contrarietà.

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La rete, libertà d’espressione e libertà d’informazione

Se sul finire del 2014 ho dato eco ad una notizia positiva (gli strumenti di crittografia sui quali possiamo ancora contare), il 2015 è iniziato male, malissimo.

Dopo avere trasformato una manifestazione popolare per la libertà in una passerella politica, personalità politiche del mondo intero hanno iniziato ad aggredire libertà e democrazia. Se nel Regno UnitoDavid Cameron ha ufficialmente anticipato il carnevale con la sua richiesta del rendere la crittografia illegale, la situazione non è molto diversa altrove.

Le uscite, e non solo le più clamorose, dovrebbero coprire gli autori di ridicolo, eppure queste numerose discussioni contribuiscono a fiaccare la resistenza alle aggressioni ed a stancare gli attori più consapevoli.

Carlo Blengino offre una riflessione attenta e valida per aumentare l’attenzione e la vigilanza. In questi giorni il Consiglio dei Ministri promette misure restrittive per la rete, il disegno di legge sulla diffamazione mette in pericolo la libertà d’espressione: capire i principi in discussione è fondamentale.

Ecco perché ti invito a leggere l’intervento di Carlo Blengino: http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/01/22/larea-tolleranza-della-liberta-despressione/

Dato che nel pezzo non è riportato, ecco di seguito l’articolo 21 della Costituzione italiana.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria.

Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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Il coraggio di essere uno Snowden

Edward Snowden è indubitabilmente un eroe, eppure rifiuta di essere definito tale. Si rivendica come persona normale, ed invita piuttosto a guardare le circostanze: in circostanze eccezionali basta sapere qual’è la cosa giusta da fare e farla, e tutti, tu e persino io possiamo diventare degli eroi. L’eroe non è un semidio, una sorta di alieno, ma una persona qualunque, capace per un momento di superare i suoi limiti, i suoi difetti, il suo egoismo e la sua piccolezza, per agire a beneficio di tutti.

L’eroe è tale per la sua azione: e se un uomo qualunque ha potuto compiere un’azione eroica, allora la sua storia diventa un esempio per tutti, donne e uomini comuni, normali, banali.

Meme su Edward Snowden: una fotografia di lui, mal rasato, che dice "Prova che puoi essere un eroe anche se non riesci ad avere una barba decente"

Persona comune, azioni eccezionali: ecco un eroe.

Il secondo Snowden

Ed infatti l’azione di Snowden è servita da esempio ed ha suscitato degli emuli. L’edizione italiana di Wired ha anche elencato il secondo Snowden tra le cinquanta persone più importanti del 2014: qualcosa di quanto scritto su Wired potrebbe essermi sfuggito (anche perché leggevo direttamente il codice sorgente della pagina, ma questa è un’altra storia), ma credo di potere offrire una riflessione non del tutto inutile.

“Il secondo Snowden“, la cui esistenza viene evocata anche nel film di Laura Poitras, Citizen Four, è una figura nata ad Agosto del 2014, quando un giornalista di The Intercept, Jeremy Scahill, ha pubblicato un articolo servendosi di documenti che, per via della loro data, non potevano essere stati forniti da Edward Snoden. È stato quindi chiaro che il giornalista aveva avuto una nuova fonte all’interno della comunità delle spie statunitensi, che tuttavia, a differenza di Snowden, non ha voluto essere resa pubblica, ma restare segreta. Nonostante questa differenza, la figura è stata assimilata al suo predecessore ed identificata come secondo Snowden.

Il terzo Snowden

Peccato che fosse un errore, perché il secondo Snowden è, in realtà, il terzo!

Le rivelazioni legate ai documenti liberati da Edward Snowden si sono susseguite ad un ritmo talvolta vertiginso, a partire dall’inizio di Giugno 2013. All’interno di questo vortice non tutti hanno notato alcuni dettagli di alcuni allarmanti documenti, analizzati e pubblicati da Jacob Appelbaum, relativi al gruppo TAO della NSA.

Come lo indica il nome, il gruppo TAO non compie sorveglianza di massa, ma operazioni specifiche, mirate, ed altamente sofisticate. È di questa categoria che fa parte Interdiction, il programma che consiste nell’intercettare le spedizioni per rendere la tastiera che hai acquistato in linea, una spia della NSA.

Dettaglio del tragitto da una tastiera ordinata in linea, con una deviazione anomala

Anche Amazon sa del programma “Interdiction”…

You’d think #NSA shipment ‘interdiction’ would be more subtle…
Uno penserebbe che l’intervento di ‘interdiction‘ della NSA sia più attento…

Andrea in un tweet del 24 Gennaio 2014, ora non più pubblico

Documenti di enorme rilevanza, quelli pubblicati da Jacob Appelbaum su TAO hanno anche un altro interesse, il dettaglio che a tanti è sfuggito: il catalogo TAO non fa parte dei documenti liberati da Edward Snowden.

Ecco quindi “il vero secondo Snowden“: è la fonte delle rivelazioni pubblicate da Jacob Appelbaum, apparentemente l’unico ad avere avuto contatti con questa persona. Jeremy Scahill ha quindi avuto documenti da una terza fonte.

Il coraggio è contagioso

Quello che conta, però, non è certo mettersi a correggere chi sbaglia e parla di “secondo Snowden“ per la fonte di Jeremy Scahill: quello che conta, davvero, è che l’azione di Snowden ha servito da esempio per più persone, come conferma Jesselyn Radack, l’avvocato di Edward Snowden.

“If other leakers exist at #NSA… it would indicate that #Snowden inspired others.”
They do & he did. http://www.wired.com/2014/08/edward-snowden/

“Se esistono altre fonti alla NSA… significherebbe che Snowden ha ispirato altri”

Sì, esistono e sì, lo ha fatto. http://www.wired.com/2014/08/edward-snowden/

Jesselyn Radack, 13 Agosto 2014

Persone normali possono compiere azioni eccezionali, tutto quello di cui hanno bisogno è il coraggio di superare se stesse, e l’esempio può essere fonte di coraggio, perché il coraggio è contagioso.

Courage-is-contagious

L’altruismo e la generosità dimostrata da Edward Snowden ed altri, prima e dopo di lui, ha contribuito ad ispirare azioni volte al bene collettivo, e del resto è difficile restare indifferenti ad un’azione simile, è difficile rifiutare di seguire l’esempio e diventare degli eroi, quando tutti possiamo. Possiamo tutti sostenere l’azione degli Snowden, primo, secondo e terzo: non importa l’ordine ma assicurarsi che il loro coraggio incontri il nostro sostegno e che di fronte ai rischi che hanno preso per noi, trovino aiuto.

È di questo che si occupa la Courage Foundation, fondata quest’anno: offrire aiuto, sostegno e protezione giuridica alle persone normali, come te e me, che in circostanze eccezionali, hanno osato avere coraggio. Con una donazione o con l’acquisto di qualcosa nel suo negozio, una maglietta, una tazza o una spilla, anche tu puoi dare coraggio a chi ne ha bisogno.


Rinvii

Fonti

Courage Foundation

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Gli strumenti contro la sorveglianza

Nonostante l’eroico sacrificio di Edward Snowden per permetterci di sapere, abbiamo diversi motivi per non parlare dell’inumana operazione di sorveglianza di internet capeggiata dalla NSA. Uno, già evocato, è una spirale del silenzio causata dall’anticipazione delle reazioni dei nostri interlocutori, già evocato su queste pagine.

Un altro motivo, forse più efficace, è il devastante effetto di sconforto che queste discussioni possono avere. Usando certi servizi, programmi, strumenti stai partecipando ad una campagna di assassinio e tortura su scala mondiale: avere il coraggio e l’onestà di far fronte a questo fatto rischia di metterti in crisi. E no, fischiettare non aiuta.

Eppure non mancano i motivi per essere ottimisti e fiduciosi nelle nostre possibilità: sottolinearli era l’obiettivo principale dell’intervento di Jacob Appelbaum e Laura Poitras al 31C3. Per quanto emozionante, l’intervento, di più di un’ora, non presenta un gran numero di nuove informazioni per chi ha seguito le investigazioni sui documenti Snowden, ma ha il gran merito di offrire una sintesi sugli strumenti ancora affidabili.

Logo della conferenza 31C3 A New Dawn

Gli strumenti che la NSA non sa battere

Esistono delle valide soluzioni crittografiche permettono di sfuggire alla sorveglianza, a patto che queste siano correttamente implementate. Questa breve lista ricapitola quali strumenti sono “catastrofici” agli occhi della NSA.

GPG

Forte di più di vent’anni di esistenza, GPG permette, tra le altre cose, di cifrare i messaggi di posta elettronica: è questo strumento che ha usato Edward Snowden per comunicare con Glenn Greenwald e Laura Poitras.

Se correttamente integrato, GPG rende le tue comunicazioni via e-mail sicure.

GPG ha bisogno di donazioni per continuare ad esistere e funzionare!

OTR

OTR è lo strumento che ti consente di cifrare le tue comunicazioni istantanee.

Se correttamente integrato, GPG rende le tue chat sicure.

OTR ha bisogno di donazioni per continuare ad esistere e funzionare!

RedPhone e Signal

Disegno di un corvo, nero, su campo bianco

Logo di Open WhisperSystems, la società che sviluppa Signal e RedPhone

Queste due applicazioni costituiscono una valida alternativa all’inaffidabile Skype per effettuare chiamate cifrate.

RedPhone è per Android e Signal per iOS.

Tor

Tor è un programma che cifra i dati inviati verso internet dal tuo computer e, prima di farli giungere a destinazione, li fa transitare in una rete interna.

Se correttamente integrato, Tor ti permette di mantenere segreti il contenuto della tua sessione internet.

Tor ha bisogno di donazioni per continuare ad esistere e funzionare!

Agire contro la sorveglianza

Questi strumenti sono delle importanti risorse ma anche altrettante responsabilità: tocca a noi usarli, diffonderli ed assicurarne la perennità finanziandone gli autori.


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