Impostare l’avvio in modalità loquace

A suo tempo, preso da entusiasmo irruento, sul mio primo Mac installai Onyx, un programma di manutenzione potente, secondo alcuni molto potente, anzi, troppo impiccione. Dopo averlo usato un po’, avere “giocato” e scoperto qualche specie di trucco, ho finito con l’abbandonarlo. C’era però una funzione di Onyx ancora importante per me. C’era: ho finalmente vinto la mia pigrizia e trovato il comando da riga di comando che fa al caso mio.

All’avvio a me piace vedere quello che sta facendo il computer, non delle schermate leziose. La mia modalità di avvio preferita è quindi quella dettagliata, ossia il verbose boot. Onyx offre la possibilità di impostare questa modalità di avvio in maniera permanente, ma se ti serve solo questo, puoi usare questo comando da terminale

sudo nvram boot-args="-v"

E lasciare stare Onyx (44 MB risparmiati).

Come conservo i film: procedura e schema dei nomi

Una sorta di breve pro memoria sulla maniera in cui conservo delle copie dei film, che condivido nella speranza che serva ad altri o susciti commenti utili.

Non so tu, ma io il DVD non lo considero benevolmente: relativamente fragile, ingombrante ed inefficace in risorse (la riproduzione del disco obbliga a farlo girare, particolarmente svantaggioso per i computer portatili). Ed è per questo che dei miei dischi faccio delle copie, in questo modo.

  1. (Facoltativo) Estraggo il DVD tramite un ripper (Mac DVD Ripper Pro, RipIt o l'oramai nascostosi Mac the Ripper, tutti a pagamento) estraendo il film completo (ottenendo una cartella VIDEO_TS, per intenderci)
  2. Uso l'ottimo (innanzi tutto perché open source e gratuito) Handbrake per realizzare un documento MKV. Nelle impostazioni Video seleziono Constant Quality, con RF a 18.25: in questo modo la qualità è, per quello che ho avuto modo di vedere, pari a quella dell'originale, con un sensibile risparmio di spazio.
  3. Nella conversione conservo solitamente più lingue: quella originale e diverse che possono interessarmi.
  4. Conservo diversi sottotitoli (per nessuno di questi seleziono l'opzione Forced Only, Burned In o Default), eventualmente ne aggiungo (selezionando Add External SRT).

Ultima fase dell'operazione è l'attribuzione del nome al documento, che segue uno schema semplice ed efficace, per i miei scopi, ossia:

ANNO Cognome regista – Titolo originale LINGUE AUDIO, lingue sottotitoli

In questo schema le lingue sono indicate con il codice relativo indicato nella norma ISO 639-1, ossia quello adottato ugualmente nell'HTML, e, vale la pena di sottolineare il dettaglio, le lingue dell'audio sono indicate con le maiuscole, mentre le lingue dei sottotitoli sono indicate da lettere minuscole. Questo schema fornisce quindi dei nomi come questo (a proposito: film consigliato!):

2009 Lynn – Wild Target EN FR, en fr

Sino ad ora questo sistema, che potrà sembrare esageratamente formalizzato, quasi uno spreco di energie, risponde alle mie necessità.

Apple al lavoro su WebRTC

La maggiore delusione che mi ha dato la mia esplorazione di OS X 10.9 Mavericks è venuta da Safari.

Test di Safari su Mavericks: non supporta WebRTC

Il 14 Febbraio è trapelata la notizia che Apple ha integrato il gruppo di lavoro su WebRTC. Meglio tardi che mai.

Tutto è un remix: dillo pure tu!

Everything is a remix è una serie di quattro video che vogliono sottolineare come la citazione, il riuso, il recupero e la reinterpretazione siano alla base del processo creativo.

Dopo i quattro video Kirby Ferguson, l’autore, ha realizzato una puntata speciale dedicata interamente all’iPhone (meglio dire ad iOS), alla prima versione della sua interfaccia ed alla scelta di cambiarla per copiare citare elementi di Windows Phone ed Android.

Perché questo video, oggi? Per segnalare che, malgrado tutto quello che ho potuto dire prima, la consultazione della commissione europea sul diritto d’autore scade oggi.

In gioco ci sono evoluzioni importanti del dirtitto, ed hai la possibilità di dire la tua e farti sentire. Vuoi delle indicazioni? Eccole!

  • Le domande 4, 7, 78 e 79 permettono di affermare la necessità di una riforma delle norme in materia.
  • Le domande da 22 a 26, la domanda 80 affrontano la questione del file sharing, dell’importanza culturale del fenomeno.
  • Le domande 11 e 12 sono relative all’estensione del diritto d’autore al funzionamento informatico (un computer fa delle copie…)
  • La fondamentale questione del DRM è affrontata dalle domande 13, 23(b), 36 (b) ed 80.
  • Le domande da 21 a 26 permettono di pronunciarsi in favore di una maggiore difesa di ciechi ed ipovedenti.
  • Le domande 13 e 14 riguardano la possibilità di rivendita di un bene digitale, come un libro elettronico.

Queste sono solo una parte delle indicazioni date da Amelia Andersdotter, europarlamentare, in merito alla consultazione. Ne puoi trovare altre qui: https://ameliaandersdotter.eu/copyright-consultation-model-responses

Fatti sentire: rispondi al test propedeutico alla riforma del diritto d’autore, ad uno, a scelta, di questi due indirizzi:

 

Oppure puoi scaricare il formulario della consultazione e completarlo (seguendo queste indicazioni) prima di inviarlo per posta elettronica. In questo caso la pagina da consultare è questa: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm

La pubblicità in Firefox: spiegazioni

L’annuncio aveva di che sorprendere: Mozilla, protagonista di diverse lotte mal viste dai pubblicitari, metterà della pubblicità dentro Firefox. Basta poco, però, per capire che l’approccio non contraddice i principi della fondazione, è rispettoso degli utenti (o anche vantaggioso) e condivisibile.

Il problema della pubblicità

Innanzi tutto bisogna avere presente la differenza radicale tra il sistema pubblicitario del mondo cartaceo e quello informatico. Mentre una pubblicità su carta si offre allo sguardo (cercando di richiamarlo) del lettore, sui siti internet le regie pubblicitarie sorvegliano l’utente, gli danno la caccia e lo spiano. Questo è il problema.

Il problema di Mozilla

Mozilla non è solo Firefox. E neppure solo Thunderbird. E se anche aggiungiamo SeaMonkey, Lightning, Lightbeam, Firefox OS, Together JS, PDF JS, Persona, questi sono soltanto alcuni dei progetti della fondazione. Ed oltre ai prodotti che la fondazione realizza direttamente ci sono la definizione del Web grazie alla partecipazione al W3C, il sostegno per le imprese con idee che migliorano il Web, con WebForward e l’iniziativa pedagogica WebMaker.

Una gran parte del codice dei progetti della fondazione viene scritto da volontari, ma il resto del codice (e mille altre incombenze) sono affidate a dei dipendenti della fondazione. Non vendendo nulla, Mozilla assicura il suo finanziamento per altre strade.

  1. Con delle donazioni: il numero e l’importanza delle donazioni è cresciuto costantemente, negli ultimi anni. Si tratta comunque della fonte di finanziamento meno importante.
  2. Firefox include dei motori di ricerca preinstallati: Bing, Amazon, Ebay. Ciascuno di questi soggetti ha stretto un accordo con Mozilla che prevede, in cambio di questa funzionalità, un finanziamento della fondazione.
  3. La principale fonte di finanziamento di Mozilla, comunque, è un’altra. Quale è attualmente il motore di ricerca più efficace e noto al mondo? Google, certamente. Per offrire la migliore esperienza di navigazione ai suoi utenti, Firefox propone Google come motore di ricerca predefinito, ed anche questo accordo è una fonte di introiti per la fondazione.

Il problema qual è? Il disequilibrio. Il peso commerciale di Google ha fatto sì che il bilancio della fondazione si basi soprattutto sull’accordo con il motore di ricerca: negli ultimi anni la proporzione è cresciuta sino al 90%. Ed ora che Google ha un navigatore internet da contrabbandare promuovere? Quale maniera migliore per recuperare gli utenti di Firefox che fare sparire Firefox stesso?

Da alcuni anni la fondazione Mozilla lavora per diversificare le sue risorse e far fronte a dei possibili cambiamenti nel suo bilancio. Una di queste è l’introduzione della pubblicità, fornendo un servizio all’utente.

Come risolvere i problemi

Computer nuovo, Firefox nuovo. Cosa succede al primo avvio? Il navigatore mostra l’ormai standardizzata pagina di selezione veloce, con nove finestre per delle anteprime di pagine web e…

Una sola di queste è occupata, mentre le altre otto sono vuote, e verranno occupate dai siti più visitati. Progressivamente, semplicemente usando Firefox, l’utente riempie le nove finestre.

Cosa succede invece con Safari? Il meccanismo è lo stesso (tutti copiano la soluzione adottata a suo tempo da Opera), con una differenza: al primo avvio, Safari mostra già delle anteprime di pagine web.

Ecco quindi la rivoluzione di Mozilla che ha tanto sorpreso alcuni. Quando un verrà avviato nuovo profilo di Firefox, l’utente non si troverà più davanti ad una griglia vuota, ma saranno presenti delle pagine web. Si tratterà innanzi tutto di contenuti potenzialmente interessanti per l’utente, selezionati sulla base della sua localizzazione geografica. In più, saranno presenti alcune anteprime pubblicitarie, chiaramente identificate come tali.

Domande

Sono già un utente di Firefox. Quando arriva la pubblicità, cosa cambierà per me? Nulla. La pubblicità sarà visibile solo ai nuovi profili di Firefox.

Ho creato un nuovo profilo e vedo la pubblicità, come liberarmene? Diverse strade: usando Firefox. Secondo le previsioni attuali entro 30 giorni le anteprime selezionate da Mozilla saranno sostituite con i siti più visitati dall’utente. Oppure, per una soluzione immediata, basta cambiare la pagina d’avvio di Firefox.

E questa pubblicità mi sorveglia? Poco: Mozilla prevede di raccogliere dati unicamente su quante volte viene mostrata l’anteprima e quante volte l’utente decide di visitarne la pagina web mostrata in anteprima. Nulla di più.

La notizia dell’introduzione della pubblicità in Firefox ha stupito e preoccupato, ma non si tratta di uno stravolgimento dei principi della fondazione Mozilla, bensì di un’ottimizzazione dei suoi strumenti per garantirne un migliore funzionamento. Ed un’ottima occasione per ricordare che i progetti open source garantiscono la tua libertà. Tu puoi garantire la loro, sostenendoli finanziariamente: https://sendto.mozilla.org/page/contribute/

Riferimenti

Progetti di Mozilla

Una lista alfabetica di alcuni dei progetti della fondazione Mozilla.

Fatti sentire per riformare il diritto d’autore in Europa

È ancora il 14 Febbraio, per pochi minuti ancora, e cosa questo significhi lo sapete tutti spero (ehm, in realtà no, pubblico nei primi minuti del 15 Febbraio!). Significa che restano oramai solo 24 ore per rispondere alla consultazione della Commissione Europea propedeutica alla riforma del diritto d'autore, che doveva chiudersi il 5 Febbraio ma che è stata prolungata di dieci giorni!

In gioco ci sono evoluzioni importanti del dirtitto, ed hai la possibilità di dire la tua e farti sentire. Vuoi delle indicazioni? Eccole!

  • Le domande 4, 7, 78 e 79 permettono di affermare la necessità di una riforma delle norme in materia.
  • Le domande da 22 a 26, la domanda 80 affrontano la questione del file sharing, dell'importanza culturale del fenomeno.
  • Le domande 11 e 12 sono relative all'estensione del diritto d'autore al funzionamento informatico (un computer fa delle copie…)
  • La fondamentale questione del DRM è affrontata dalle domande 13, 23(b), 36 (b) ed 80.
  • Le domande da 21 a 26 permettono di pronunciarsi in favore di una maggiore difesa di ciechi ed ipovedenti.
  • Le domande 13 e 14 riguardano la possibilità di rivendita di un bene digitale, come un libro elettronico.

Queste sono solo una parte delle indicazioni date da Amelia Andersdotter, europarlamentare, in merito alla consultazione. Ne puoi trovare altre qui: https://ameliaandersdotter.eu/copyright-consultation-model-responses

Fatti sentire: rispondi al test propedeutico alla riforma del diritto d’autore, ad uno, a scelta, di questi due indirizzi:

Oppure puoi scaricare il formulario della consultazione e completarlo (seguendo queste indicazioni) prima di inviarlo per posta elettronica. In questo caso la pagina da consultare è questa: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm

Firefox 27 con TLS 1.1 ed 1.2

Gli aggiornamenti dei principali programmi della fondazione Mozilla non sono più una notizia, da quando hanno adottato il più efficiente schema di rilascio rapido. Oramai ogni versione porta meno novità di un tempo, ma in linea generale gli utenti riescono a servirsi di più novità e prima. Tra l’altro un aggiornamento di Firefox può anche passare inosservato, grazie al nuovo sistema di distribuzione impiegato.

Questa volta però c’è un motivo in più per controllare che abbiate l’ultima versione del navigatore di Mozilla, Firefox 27: diverse delle novità potranno interessarvi poco, ma l’integrazione di TLS1.1 ed 1.2, quest’ultima attivata come impostazione di base, vi riguarda di certo, anche se pensate di no, anche se non lo sapete.

Il permesso di navigare

Ma che fai qui, sei sicuro di potere leggere, chi ti ha dato il permesso? Eh sì: per aprire una pagina web secondo alcuni serve un autorizzazione (prima!). O quanto meno, è di questo che si dovrebbe occupare la corte europea di giustizia (su richiesta della Gran Bretagna).

Questa è una delle questioni relative alla riforma del diritto d’autore: stabilire se è necessaria un’autorizzazione per aprire una pagina internet. Perché? Ma che domanda è? Aprendo una pagina web dei contenuti vengono acquisiti da chi la visita, copiati sulla sua macchina. Materiale protetto da diritto d’autore che viene copiato… Ecco il problema: se dobbiamo concepire la riproduzione di materiale protetto da diritto d’autore come a priori vietata salvo autorizzazione esplicita, aprire una pagina web non può farsi senza autorizzazione.

In sintesi: ti sta bene che navigare sul web diventi vietato? Se no, fatti sentire: rispondi al test propedeutico alla riforma del diritto d’autore, ad uno, a scelta, di questi due indirizzi:

Oppure puoi scaricare il formulario della consultazione e completarlo (seguendo queste indicazioni) prima di inviarlo per posta elettronica. In questo caso la pagina da consultare è questa: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm

Altre tastiere per Firefox OS

Uno dei punti a favore di Firefox OS è la grande libertà di intervenirvi, ecco due esempi che riguardano le tastiere, uno realizzato ed uno realizzabile.

Il primo riprende una proposta ben nota, di Daniel Hooper, che Sergi Mansilla ha adattato a Firefox OS (è però contenuta in una versione diversa del sistema operativo)

Il secondo è un’idea di chi sa che esistono gli accenti ed i segni diacritici (gli anglofoni, bontà loro, non sono molto bravi nel ricordarselo). Premere in maniera prolungata la “a” per selezionare “à”, e via di seguito, può risultare noioso. Da qui l’idea: ad un tasto vengono assegnati più caratteri, ciascuno con una propria posizione (“a” al centro, “à” sopra, “á” sotto, e via di seguito). Premendo il tasto e spostando il dito in una di queste direzioni viene selezionato il carattere opportuno.

Una semplice idea, al momento, che per crescere necessita di pareri, consigli ed anche critiche: tutti contributi che potete portare al progetto direttamente qui http://www.iacchi.org/blog/2014/01/22/ideas-for-a-faster-firefox-os-keyboard/

Ed infine, visto che parliamo delle tastiere di Firefox OS, tenete presente che la tastiera di base del sistema operativo è destinata a cambiare. Paul Rouget mostra la versione attualmente integrata in Firefox OS 1.3 in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=o2ihOu9DvMc

Pubblicare un link è pericoloso

È giusto che pubblicare l’indirizzo di una pagina internet sia pericoloso? Perché per ora lo è.

In Italia è stato il Post a verificare quanto possa essere pericoloso pubblicare un indirizzo internet. Il giornale ha dovuto far fronte ad una multa, ma nel Regno Unito, Richard O’Dwyer ha rischiato molto di più.

Era diciannovenne Richard O’Dwyer quando nel 2007 creò TVShack. Un motore di ricerca per vedere, talvolta anche scaricare, delle trasmissioni televisive. Alcuni degli indirizzi cui si veniva rinviati erano illegali, e Richard ha sempre provveduto ad escluderli dai risultati quando gli sono stati notificati, esattamente come fanno gli altri motori di ricerca.
Come gli altri motori di ricerca, era economicamente sostenibile (e proficuo) TVShack grazie alla pubblicità.

Richard O’Dwyer viveva a Sheffield. Il server che ospitava il suo sito non era negli Stati Uniti. Eppure sono stati gli Stati Uniti a chiudere il suo sito. Richard O’Dwyer era perseguibile in Gran Bretagna? No. Poco male, gli Stati Uniti ne hanno chiesto l’estradizione. Negli Stati Uniti Richard rischiava di incorrere in una condanna fino a 10 anni di carcere.

È anche di questo che si dovrà occupare la riforma del diritto d’autore che si prepara in Europa. Fai sentire la tua voce, rispondi subito alla consultazione e convinci altri a farlo, prima del 5 Febbraio.

La consultazione può essere completata ad uno di questi due indirizzi, a scelta.

Oppure puoi scaricare il formulario della consultazione e completarlo (seguendo queste indicazioni) prima di inviarlo per posta elettronica. In questo caso la pagina da consultare è questa: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm